Da Villaverla una storia di determinazione, amicizia e voglia di superare i propri limiti
Centosessanta chilometri? No. Cento. Da percorrere tutti a piedi, nell’arco di una sola giornata. È la sfida personale che domenica 16 agosto hanno deciso di affrontare Lorenzo Scortegagna, 16 anni, e Giovanni Fabris, 17 anni, due ragazzi di Villaverla nati nel 2009, che hanno raccontato la loro esperienza alla redazione di Altovicentinonline.
Un’impresa pensata e sognata da tempo, ma che, una volta iniziata, si è trasformata soprattutto in una prova di resistenza fisica e mentale.
La sveglia è suonata presto, prestissimo: alle 4.30 del mattino Lorenzo e Giovanni hanno iniziato la loro giornata con una corsa di otto chilometri. Poi, terminata la prima parte della sfida, hanno continuato a piedi, percorrendo le strade intorno al loro paese.
Le ore passavano e con loro aumentavano la stanchezza e il dolore. Cento chilometri, dopotutto, sono tanti anche per chi è allenato, e per due ragazzi così giovani la prova rappresentava una sfida tutt’altro che semplice.
«Tante volte abbiamo pensato di mollare, per il dolore o per la stanchezza», raccontano. A farli andare avanti, però, è stato anche un pensiero semplice quanto potente: «Il dolore di non aver completato la sfida sarebbe stato più grande».
Così hanno continuato. Un chilometro dopo l’altro, resistendo alla fatica e cercando dentro di sé le energie per arrivare fino alla fine.
Negli ultimi 20 chilometri non sono stati soli. Ad accompagnarli e sostenerli sono arrivati alcuni amici, che hanno condiviso con loro l’ultima parte del percorso, dando una spinta importante quando le gambe cominciavano a chiedere di fermarsi.
Alla fine, alle 23.43, dopo quasi venti ore dall’inizio della giornata, Lorenzo e Giovanni hanno raggiunto il loro obiettivo: 100 chilometri a piedi in un solo giorno.
Più che il numero, però, resta il significato di questa esperienza. «Abbiamo dimostrato a noi stessi che con la determinazione giusta possiamo arrivare dove vogliamo», spiegano i due ragazzi.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più bello della loro storia. In un’adolescenza spesso raccontata attraverso ciò che accade sui social, esiste anche una parte di giovani che sceglie di mettersi alla prova lontano da uno schermo, affrontando una sfida per il semplice desiderio di vedere fin dove è possibile arrivare.
Lorenzo e Giovanni hanno scelto cento chilometri, la fatica, il dolore, la voglia di non arrendersi e, soprattutto, la compagnia degli amici. Una sfida personale che non aveva bisogno di like per avere valore.
È una parte di adolescenza sana, quella che si cimenta in imprese difficili per conoscersi meglio, superare i propri limiti e scoprire quanto può essere importante la determinazione. Una parte di adolescenza che merita di essere raccontata, soprattutto in un’epoca nella quale troppe challenge sui social, spesso stupide e pericolose, arrivano invece a mettere inutilmente a rischio la vita dei nostri ragazzi.
La sfida di Lorenzo e Giovanni, per una volta, non chiedeva di rischiare la vita per qualche visualizzazione in più. Chiedeva soltanto di non arrendersi.
M.L.



