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A Thiene l’incontro con Nilva Randon, custode di una storia tra Vicenza e Brasile

Un incontro nel segno della memoria, della famiglia e della solidarietà. Il sindaco di Thiene, Giampi Michelusi, ha  incontrato Nilva Randon, una donna che, alla soglia dei 92 anni, porta con sé una storia personale e familiare profondamente legata sia al Brasile sia alla terra vicentina. La sua è  una storia personale emozionante e fuori dal comune. Ha fatto ingresso al municipio di Thiene accompagnato dal noto imprenditore Roberto Zuccato, suo amico da tempo.

Michelusi ha descritto Nilva Randon come una «custode della memoria della famiglia Randon», protagonista di una importante storia industriale brasiliana e, allo stesso tempo, ancora profondamente legata alle proprie radici vicentine. Un legame che attraversa generazioni e continenti e che trova nella figura di Nilva Randon una testimone particolare: mamma, nonna e bisnonna, ha raccolto nel corso della sua lunga vita un patrimonio di ricordi e di valori che oggi continua a trasmettere alla propria famiglia e a chi ha l’occasione di incontrarla.

Tra i messaggi sottolineati dal sindaco c’è soprattutto quello della gratitudine e della solidarietà: «Restituire agli altri un po’ di ciò che la vita ci ha donato». Un principio che, secondo quanto raccontato da Michelusi, Nilva Randon traduce da anni in gesti concreti di attenzione e aiuto verso gli altri.

L’incontro diventa così anche un’occasione per riscoprire un legame storico tra la comunità vicentina e una famiglia che ha avuto un ruolo significativo nello sviluppo industriale brasiliano. Una storia fatta di emigrazione, lavoro, radici e rapporti mantenuti nel tempo, capace di unire idealmente il territorio vicentino e il Brasile.

Nel suo messaggio, il sindaco ha voluto mettere al centro non soltanto il nome della famiglia Randon e la sua storia imprenditoriale, ma soprattutto la persona e i valori che Nilva continua a rappresentare: l’amore per la famiglia, la memoria delle proprie origini e l’impegno concreto per gli altri.

Chi è Nilva Randon

Nilva Randon festeggerà fra qualche settimana i suoi 92 anni. Pur non avendo mai voluto avere ruoli operativi, dalla morte del marito Raul nel 2018 la signora Nilva ha assunto il ruolo di matriarca del gruppo di aziende riunite sotto il marchio Randoncorp: uno dei principali gruppi industriali del Brasile, leader nel settore della mobilità e dei trasporti in America Latina con 30 unità produttive, esportazioni in 125 Paesi e un fatturato consolidato di circa 12 miliardi di Reais, corrispondenti a 2 miliardi di dollari. Randoncorp dà lavoro a più di 17 mila dipendenti. I settori principali di attività sono i rimorchi e semirimorchi, vagoni ferroviari, componenti automotive, sistemi frenanti, servizi e tecnologia. Più della metà dei camion che ogni giorno solcano le autostrade brasiliane portano sul retro il marchio Randon. Essere matriarca di un Gruppo di queste dimensioni – quotato alla Borsa di San Paolo, ma ancora saldamente nelle mani della famiglia Randon – significa che Dona Nilva, come tutti la chiamano con riverenza in Brasile, oggi è la figura di riferimento morale e la custode della memoria storica della multinazionale fondata nel 1949 dal marito Raul Randon insieme al fratello Hercílio partendo da una piccola officina meccanica di riparazione e revisione di motori. In questo ruolo la signora Nilva partecipa a molti eventi istituzionali durante tutto l’arco dell’anno e ha anche ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Da molti anni Dona Nilva è coinvolta attivamente in associazioni e fondazioni di beneficenza e solidarietà. La stessa famiglia Randon nel 2003 ha creato l’Instituto Elisabetha Randon, Ente di Interesse Pubblico che si occupa di educazione e formazione, cultura, volontariato aziendale e assistenza sociale. «Spesso penso che Dio mi ha dato così tanto – scrive nel libro sulla sua vita – che sento il bisogno di restituire qualcosa, contribuendo al benessere di coloro che non hanno avuto le mie stesse opportunità. Mi piace il movimento, lo scambio di idee, il contatto con le persone e la sensazione di contribuire, in qualche misura, a rendere il nostro mondo un posto migliore». Prima di essere la figura di riferimento di un impero industriale di successo, nella sua lunga e felice vita Nilva Randon è stata una moglie sempre presente al fianco del marito ed è madre di cinque figli, nonna e bisnonna di una pletora di nipoti e pronipoti. Sono stati proprio i nipoti a darle lo spunto per raccontare in un libro la sua storia di vita. Da quando, alla fine degli anni Novanta, Raul e Nilva Randon hanno riscoperto le loro origini venete, è nata una profonda amicizia con la comunità di Cornedo Vicentino (dove sono le origini dei Randon brasiliani) e con gli amici di Schio e di Vicenza. Un rapporto così spontaneo, genuino e intenso testimoniato dal fatto che negli ultimi dieci anni di vita di Raul (e fino a pochi mesi prima della sua morte) era diventata una piacevole consuetudine, per lui e la moglie Nilva, attraversare l’Oceano e trascorrere qualche giorno all’anno in terra vicentina circondati dall’affetto degli amici.

 

 

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