È un argomento che divide l’opinione pubblica, ma a volte quelli che sbraitano sui social sono i primi a frequentare i saloni per parrucchieri cinesi, che a Thiene vanno a gonfie vele. L’ennesima attività commerciale si trova a due passi dal centro storico ed è la quinta nel raggio di pochi chilometri.
Se aprono, ci siamo detti, vuol dire che la richiesta c’è. Così abbiamo deciso di mimetizzarci tra la clientela per fare due chiacchiere con chi frequenta i parrucchieri cinesi e sostiene di trovarsi bene.
«Ci sono tanti pregiudizi – racconta Angela M., 73 anni – anche io ne avevo. Addirittura porto la mia tintura, quella che compro in farmacia, e mi fanno il colore. Vengono qui anche mia figlia e le mie nipotine. Sono veloci ed economici».
Proviamo anche noi della redazione di AltovicentinOnline a metterci in fila sul divanetto per farci fare una semplice piega. Ci sono quattro persone prima di noi: tre donne e un uomo. Dopo meno di mezz’ora tocca a noi e, al lavatesta, chiediamo quali prodotti utilizzino. Ci rispondono che, se vogliamo, hanno anche L’Oréal Paris. Chiediamo shampoo e maschera e via con la piega. In meno di tre quarti d’ora ci realizzano una piega lunga e mossa e, alla cassa, paghiamo 18 euro.
Ci spostiamo in un altro salone, anche questo a due passi dal centro. Non ne citiamo il nome per non fare pubblicità, ma solo per riportare quanto vediamo all’interno. Anche lì ci sono donne e uomini di tutte le età. Riconosciamo una nota imprenditrice che parla al telefono. È il suo turno e, mentre le fanno la piega, conversa con la parrucchiera cinese. Si vede che tra loro c’è confidenza.
La aspettiamo e la fermiamo all’uscita. È gentile, ci chiede l’anonimato, ma si sofferma a parlare con noi della sua esperienza. «Vengo qui da più di due anni e mi trovo benissimo. Ci vengo per la loro velocità e per il fatto che non è necessario prendere appuntamento – spiega portandosi una mano tra i capelli ancora tiepidi di phon -. Per chi fa un certo tipo di lavoro è importante trovare un posto dove andare nei 20 minuti che riesce a ritagliarsi per sé. Non sempre si riesce a programmare un appuntamento e poter venire a farsi bella senza prenotazione è fondamentale. Ho girato decine e decine di parrucchieri italiani, ma qui torno perché non ho bisogno di telefonare prima e questa, per un’imprenditrice come me, è una comodità importantissima. Per non parlare della velocità. Le confesso che vado a fare pedicure in centro, sempre dai cinesi: sono rapidissimi. ». Chiediamo alla signora chi le abbia parlato del parrucchiere cinese. Lei risponde che ha voluto provare una piega per curiosità, si è trovata bene ed è ritornata.
Andiamo dal terzo parrucchiere cinese. Stesso copione: ragazze con le cartine di stagnola in testa, poco dialogo con la parrucchiera cinese e il marito, ma la stessa parola d’ordine: velocità.
Una donna sugli ottant’anni chiacchiera con la titolare, che chiama Eva. Stanno parlando di cibo. In fila ci sono tutte donne italianissime. Chiediamo se abbiano preso appuntamento: tre dichiarano di sì, due no.
Fermiamo la signora all’uscita: «Sono una coppia di cinesi gentilissimi e ben integrati. Il marito capisce poco l’italiano, lei invece lo parla bene ed è molto affabile. Andavo da un altro parrucchiere cinese, poi questo ha aperto vicino a casa e c’è anche un comodo parcheggio. Certo, l’arredamento non è quello dei saloni italiani, il lavatesta non è comodissimo. Anche mia nuora viene qui perché si risparmia moltissimo. Alla fine, cosa fanno di male? Se continuano ad aprire saloni a Thiene, un motivo ci sarà. Mia figlia vive a Schio – conclude la signora – e anche lei va dal parrucchiere cinese. Non credo ci sia niente di male. Mi hanno detto che a Padova se contano più di 20».
di redazione AltovicentinOnline (foto generiche)