È stato proclamato per domani, giovedì 3 settembre lo sciopero dei lavoratori della BFT di Schio, azienda che fa parte del gruppo multinazionale francese SOMFY. La mobilitazione è stata decisa dall’assemblea dei lavoratori dopo il licenziamento di due dipendenti, provvedimento che, secondo quanto riferito dall’USB, sarebbe legato alla riorganizzazione delle attività e al trasferimento in Francia delle funzioni alle quali erano assegnati.
La vicenda, racconta il sindacato, è avvenuta la scorsa settimana, quando nello stabilimento di Schio è arrivato il presidente francese del gruppo. Ai due lavoratori sarebbe stata consegnata la lettera di licenziamento con effetto immediato, con l’obbligo di lasciare la fabbrica.
«La cosa ha lasciato attoniti i pochi lavoratori presenti, visto che la maggior parte erano ancora in ferie», riferisce l’USB nel proprio comunicato. Secondo il sindacato, i due dipendenti lavoravano in un ufficio le cui attività sarebbero state chiuse nello stabilimento vicentino e trasferite in Francia. L’USB collega i provvedimenti a un più ampio processo di ristrutturazione avviato dalla SOMFY.«La SOMFY sta attuando una pesante ristrutturazione in Francia e ora sta passando agli stabilimenti italiani», sostiene il sindacato.
A preoccupare i rappresentanti dei lavoratori è soprattutto la possibilità che possano arrivare ulteriori licenziamenti. L’USB sostiene infatti che l’azienda non abbia avviato una procedura collettiva, ma stia procedendo attraverso interventi individuali legati alla riorganizzazione di funzioni e uffici. «Non ci sarà nessuna procedura collettiva in quanto l’azienda ha scelto lo stillicidio dei licenziamenti individuali attraverso la riorganizzazione delle funzioni e degli uffici», afferma il sindacato, secondo cui questa modalità consentirebbe di «raggiungere il risultato di licenziare a piacimento senza applicare le regole sui licenziamenti collettivi».
Sul caso si è svolto un incontro tra azienda e rappresentanti dei lavoratori. Secondo la ricostruzione dell’USB, il confronto non avrebbe modificato la posizione della società.
«A nulla è valso l’incontro con l’azienda che ha confermato il licenziamento e non ha garantito che non ce ne saranno altri», afferma il sindacato.
Da qui la decisione di mobilitarsi. L’assemblea dei lavoratori ha dato mandato all’USB di proclamare lo sciopero del 3 settembre, con l’obiettivo di contestare sia i due licenziamenti già effettuati sia l’eventualità di nuovi provvedimenti.
La richiesta è chiara: «Ribadire il no ai licenziamenti presenti e futuri e la immediata riassunzione dei licenziati».
Nel comunicato, l’USB contesta anche le modalità con cui sarebbero stati comunicati i licenziamenti, parlando di un clima di forte preoccupazione tra i dipendenti. «I lavoratori non vogliono essere alla mercé di un’azienda che mentre stai lavorando brutalmente ti convoca e ti licenzia», conclude il sindacato.
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