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Alto Vicentino sempre più digitale: famiglie connesse, e-commerce e imprese che usano l’AI

In Veneto, l’89,3% delle famiglie naviga da casa e nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza l’intelligenza artificiale. Nell’Alto Vicentino la fibra FTTH risulta collaudata anche a Schio, segno che l’infrastruttura sta correndo pure qui. Sono indicatori concreti di una passione per il digitale che si traduce in servizi, lavoro e nuovi consumi.

L’Alto Vicentino vive una stagione digitale vivace e, soprattutto, misurabile. La qualità delle connessioni è migliorata negli ultimi due anni, i pagamenti elettronici sono sdoganati anche nei negozi di quartiere e l’e-commerce entra nelle abitudini di spesa di molte famiglie. Nel mondo delle imprese, la spinta arriva dai gestionali in cloud, dall’uso di marketplace e da prime applicazioni di intelligenza artificiale per marketing e assistenza clienti.

Giochi online in aumento tra i residenti e nuove regole che rinnovano il mercato

Tra i titoli più frequentati restano le slot machine, affiancate da casinò live, poker e scommesse. Il traffico sulle piattaforme si è stabilizzato su volumi alti per tutto il 2025, con operatori che aggiornano interfacce e offerte digitali.

La crescita delle attività online si vede anche nell’intrattenimento. A livello nazionale, il Libro Blu ADM 2023 segnala una raccolta del gioco a distanza pari a 82,5 miliardi con un +12,9% sull’anno precedente, e nel 2025 il settore ha vissuto un passaggio chiave con il rinnovo delle concessioni per il gioco online.

Connessioni più veloci e diffuse in Veneto anche nell’Alto Vicentino

Se guardiamo al quadro regionale, il Veneto è tra le aree più connesse d’Italia: l’89,3% delle famiglie è online da casa. Nel Vicentino il passo avanti più concreto è la fibra ottica fino a casa: al 10 dicembre 2025 l’elenco regionale dei Comuni con collaudo FTTH include anche Schio, e la Regione segnala più di 500 Comuni veneti con servizi disponibili.

Per chi vive e lavora tra Schio, Thiene, Valdagno e dintorni significa upload stabili, videoriunioni senza scatti e possibilità reali di smart working.

Imprese locali tra e commerce, cloud e intelligenza artificiale che cresce

Il 2025 è stato l’anno in cui l’AI è uscita dai convegni per entrare nei processi: secondo Istat, il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti usa almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, quasi il doppio rispetto al 2024. Nelle aziende del Vicentino, spesso piccole e medie, spesso manifatturiere, questo si traduce in assistenti per la redazione di contenuti, chatbot per l’assistenza post-vendita, analisi di testi e immagini per controllo qualità.

In parallelo aumentano le competenze digitali diffuse: formazione in azienda, micro-corsi in coworking e collaborazione con scuole tecniche stanno portando beneficio anche alle realtà più piccole.

Spazi fisici per il digitale: da Schio a Thiene tra coworking, fablab e corsi aperti

Sul territorio non mancano i luoghi dove provare, imparare e collaborare. A Schio opera Megahub, uno spazio ibrido tra coworking e fablab dove professionisti e artigiani condividono uffici e laboratorio per prototipazione e design. La rete civica AVATAR (Alto Vicentino Alleanza Territoriale per Azioni in Rete) ha organizzato nel 2025 incontri e corsi pubblici, ad esempio a Valdagno su privacy e reputazione digitale, che avvicinano cittadini e competenze.

Questi presìdi contano perché creano una cultura pratica del digitale: pc aperti, stampanti 3D, casi d’uso reali e contatti tra aziende, scuole e amministrazioni.

Uno sguardo molto concreto al 2026 per il digitale nell’Alto Vicentino

Se bisogna riassumere in una frase, diremmo che l’Alto Vicentino è già un territorio digitale “di fatto”. Le famiglie sono connesse, i negozi vendono online e le imprese cominciano a usare l’AI in modo visibile. Nei prossimi mesi ci si può aspettare: più attivazioni FTTH grazie ai collaudi già effettuati nell’area, PA locali sempre più connesse sulla scia dei capoluoghi veneti e una normalizzazione dell’uso dell’AI nei reparti commerciali e nel back-office.

La base c’è; ora serve continuità: più corsi aperti, più reti tra imprese, più progetti con le scuole e una spinta costante sui servizi digitali. È così che la “passione per il digitale” diventa patrimonio quotidiano di lavoro, studio e comunità.

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