AGI – “Io spero che tutti si rendano conto di quello che stiamo vivendo” con la guerra in Iran, “è una situazione che non ha precedenti nella storia dei decenni recenti”: lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, commentando il nuovo ultimatum di Donald Trump in un’intervista al Corriere della Sera. “C’è una somma di criticità che si accumula e si autoalimenta, sempre più difficile da risolvere”, ha sottolineato Crosetto, “e questo pone chi ha voglia di ragionare di fronte alla grande debolezza del multilateralismo, che non ha saputo prendere lezioni da quanto era accaduto nel secolo scorso e non ha consolidato gli anticorpi per ciò che stiamo vivendo ora”.
La potenza militare e la durata dei conflitti
“In uno scenario come quello che stiamo affrontando conta purtroppo per noi soltanto la potenza,” ha osservato il ministro, “ma non illudiamoci che si possa parlare di potenza tecnologica o economica, quello che davvero stanno facendo contare è la potenza militare“. “Nonostante quella però il conflitto in Ucraina e quello in Iran dimostrano che a determinare la durata dei conflitti è la capacità di resistenza della parte più debole”, ha aggiunto, “era successo già in Afghanistan, ma anche in quel caso nessuno ha pensato di mettere a frutto l’esperienza. E così si è alimentato il terrorismo fondamentalista“.
Il ruolo di Trump e l’Iran
“Trump è il leader di una nazione sovrana e nessuno dall’esterno è in grado di influenzarlo”, ha aggiunto Crosetto, che ha detto di non credere a una procedura di impeachment. “Non mi pare neppure che i suoi nemici ci pensino”, ha sottolineato nell’intervista al Corriere della Sera, “Credo semplicemente che dovrebbe avere collaboratori più coraggiosi. Uno dei problemi di questa presidenza è che nessuno osa contraddire il Capo. L’Iran degli ayatollah, a capo dell’integralismo, anti occidentale, che teneva sotto scacco ogni libertà era un problema di tutti. Con questa guerra decisa in due senza confronto e legittimità internazionale gli hanno fatto un regalo. Su tempi e modi sarebbe stata utile meno approssimazione”.
L’Europa, l’Italia e l’alleanza con gli Stati Uniti
L’Europa “fa ciò che può ma non mi pare con successo”, ha riconosciuto il ministro della Difesa, “intanto ognuno dovrebbe fare la propria parte. Io rivendico che l’Italia abbia preso una posizione importante e seria quando ha detto di non condividere questa guerra cercando di limitare al massimo i danni”. “L’Italia non è alleata di Trump o Biden, noi siamo alleati degli Stati Uniti“, ha sottolineato, “soltanto chi è stupido può pensare che si possa rompere questa alleanza. Pensiamo a oggi, pensiamo all’Iran che decida di reagire lanciando un razzo contro di noi. Se non ci fosse la difesa della NATO ogni Paese rischierebbe molto di più e sarebbe molto più indifeso”.
Il futuro della NATO e la diplomazia
Ma gli Stati Uniti di Trump vogliono uscire dalla NATO. “Non credo e (il presidente americano) non può farlo”, ha osservato Crosetto, “gli servirebbe il voto del Congresso e dubito che sarebbe favorevole. Potrebbe invece decidere di ritirare i soldati dall’Europa. E questo ci renderebbe più deboli, meno difesi. In questo momento non siamo in grado di reagire tutti insieme sostituendoli”. Servono, sostanzialmente, “dialogo e attività diplomatica. Trump ha l’agenda dettata dalla volontà di vincere in fretta anche perché dovrà confrontarsi con le elezioni di Midterm. Questa guerra sta mettendo a rischio anche gli Stati Uniti nella loro leadership mondiale“. L’Italia ha negato l’uso della base di Sigonella ma c’è il sospetto che in altri casi l’abbia concesso. “Lo negherò certamente” in Parlamento, ha affermato il ministro Crosetto, “perché è falso ma non credo esista sospetto perché non è un tema gestito dalla politica ma militare. Abbiamo l’obbligo di lasciare aperte le basi perché questo prevedono i trattati e perché tutti i governi si sono comportati allo stesso modo, ma abbiamo regole. Sono accordi che non abbiamo sottoscritto noi, se ai nostri predecessori non piacevano avrebbero potuto annullarli o quantomeno metterli in discussione. Non mi risulta che ciò sia avvenuto”.