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I lettori segnalano. La ‘Schio selvatica’, dopo i ratti e i tassi, quando i cinghiali?

Dopo la notizia dell’avvistamento dei roditori tra le erbacce dell’area ferroviaria di Schio, arriva in redazione la testimonianza di un lettore: anni fa, nella stessa zona, si era imbattuto in due tassi. Un altro esempio di come la natura si riprenda i suoi spazi.

Gentile Redazione
è un’estate di fuoco, che rischia di essere la nuova normalità. Ma sicuramente gli animali delle foto saranno stati delle comuni Arvicole (Arvicola amphibius). Tuttavia, qualche anno fa, parcheggiata l’auto presso il “park” di via Milano a Schio, ad ore antelucane, all’epoca prendevo il treno alle sei, mi sono trovato a cedere il passo a due tassi comuni (Meles meles) che si rincorrevano, forse più perplessi di me per l’incontro. E visto il buio, erano il frutto della mia percezione, oppure si trattava di realtà? Mah!

Ricordi lontani. C’è da dire che da allora, in questa zona, sono cresciute solo le erbacce, poichè la natura, nella sua complessità, è molto resiliente. Adesso, comunque, visto il fitto habitat naturale nei pressi di Porta Venezia, ci mancano solo i cinghiali.

Al tempo, nel mio piccolo, anche io mi facevo delle domande su chi eventualmente avvisare: il Comune di Schio o le Ferrovie dello Stato Rfi? Ma pensando ai “rimbalzi di responsabilità” così comuni tra Enti, all’epoca ho ovviamente preferito soprassedere.
E qui mi fermo, con cordiali saluti,

Giorgio Billo

La testimonianza di Giorgio Billo aggiunge così un altro tassello a una situazione che, tra erbacce, roditori e fauna selvatica, mette anche in evidenza lo stato di abbandono e la scarsa manutenzione dell’area. Se la natura è resiliente e sa riprendersi i suoi spazi, resta da capire perché chi ne ha la competenza non riesca, o non provveda, a mantenere pulita e decorosa una zona che ogni giorno è attraversata da pendolari e cittadini. Tra erbacce sempre più alte e nuovi ‘inquilini’, l’area ferroviaria di Schio sembra ormai lanciare un messaggio piuttosto chiaro: la natura fa la sua parte. Ora tocca a chi deve occuparsi dell’area fare la propria.

di Redazione AltovicentinOnline

 

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