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Bonifica profonda per l’ex Lanerossi: Schio rinuncia a parte degli oneri per riqualificare l’area

È la bonifica profonda, e non la Messa In Sicurezza Permanente (MISP), la soluzione che l’amministrazione comunale di Schio ha concordato la scorsa settimana con Emmedue Immobiliare per l’area dell’ex Lanerossi-Centro destinata ad un riassetto e a una riqualificazione complessiva. Un risultato maturato dopo mesi di confronto tra il Comune e la proprietà, che si inserisce nel più ampio Piano Urbanistico Attuativo (PUA) adottato dal Consiglio comunale, il quale ridisegna una delle aree più estese e simboliche del centro storico: i circa 109.000 metri quadrati dell’ex complesso Lanerossi.

 Un piano, quello promosso da Emmedue Immobiliare e progettato dall’architetto Marco Zordan, orientato alla rigenerazione urbana, all’efficientamento energetico e al contenimento del consumo di suolo.

 Dopo mesi di confronto con la proprietà, l’amministrazione comunale ha ottenuto la disponibilità di Emmedue Immobiliare a procedere non con la prevista Messa In Sicurezza Permanente (MISP) dei terreni come da progetto approvato in Conferenza dei servizi con Provincia e ARPAV conforme alla normativa vigente – ma con una bonifica più profonda: altra soluzione prevista per legge e sicuramente definitiva.

Va precisato che questa possibilità era già contemplata nella convenzione del PUA sottoscritta tra Comune e Emmedue fin dalla fase di adozione il Comune aveva infatti espresso da subito la preferenza per una bonifica completa.

 Precisa l’assessore all’urbanistica, Michele Lain“Si tratta di un intervento decisamente più complesso, costoso e soggetto a maggiori incognite rispetto alla MISP: sarà necessario scavare, analizzare e conferire in discarica i terreni contaminati, con il coinvolgimento degli enti competenti”.

 Per rendere possibile l’operazione, il Comune ha messo in campo gli strumenti previsti dalla normativa sulla rigenerazione urbana, compensando parte dei maggiori costi attraverso l’abbattimento del contributo di costruzione (oneri e costo di costruzione) che avrebbe altrimenti incassato in futuro: una scelta politica precisa, quella di rinunciare a una parte di entrate future pur di ottenere subito un risultato considerato strategico, ambientalmente rilevante  e importante per la Città e la comunità – un’area completamente depavimentata e bonificata che, una volta realizzato il parco, entrerà a far parte del patrimonio pubblico.

 “Fin dall’adozione del piano abbiamo indicato la bonifica profonda come la soluzione ottimale per l’area Ex Lanerossi oggetto del piano urbanistico attuativo di iniziativa privata, ed è la strada che abbiamo continuato a percorrere in questi mesi di confronto con la proprietà – dichiara il sindaco, Cristina Marigo –. Un risultato che rispecchia la volontà politica di questa amministrazione, ossia quella di ottenere un’area interamente bonificata da restituire alla comunità. È inoltre un risultato che nasce dalla disponibilità della proprietà a sostenere un investimento anticipato, con tempi e incognite maggiori rispetto alla messa in sicurezza permanente, nell’interesse della riqualificazione complessiva del centro storico.

Un impegno e un’attenzione da parte del privato che meritano di essere sottolineati”.

 “La bonifica profonda – prosegue Lain – consentirà inoltre di raggiungere più obiettivi contemporaneamente: circa due ettari di superficie potranno essere depavimentati, sarà destinata a verde un’area di circa 2ha all’interno della quale sarà possibile realizzare un parco urbano con una maggiore presenza di alberature e si potranno ridurre alcune esigenze legate ai bacini per l’invarianza idraulica, migliorando così la qualità complessiva del progetto, ad esempio, prevedendo alberature anche sui parcheggi dell’area commerciale”.

 Le osservazioni dei cittadini e i prossimi passi

Sul tema delle osservazioni presentate dai cittadini, l’amministrazione incontrerà prossimamente i proponenti, con l’obiettivo di un confronto diretto sui vari aspetti sollevati prima di predisporre le proposte tecniche di controdeduzioni, che dovranno poi essere vagliate dalla Giunta, illustrate in Commissione Consigliare Terza e infine sottoposte alla valutazione del Consiglio comunale a cui spetta la decisione in merito e la definitiva approvazione.

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