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Caro energia. Pretto: “transizione energetica è strategica”

“Il caro energia non è un problema di settore: è un rischio sistemico che coinvolge l’intera economia italiana”. Lo afferma con decisione il deputato vicentino Erik Pretto, intervenendo sulla crisi energetica che oggi condiziona imprese, filiere produttive e famiglie. “È quindi indispensabile che il Governo intervenga con decisione”.

Un tema che nei giorni scorsi è stato rilanciato da Confindustria Vicenza, evidenziando come l’andamento dell’energia influenzi l’intera economia e che uno shock prolungato potrebbe provocare una recessione. “Ne condivido pienamente la preoccupazione” aggiunge ancora Pretto: “il tema dell’energia rappresenta oggi una delle principali questioni strategiche per la tenuta e la competitività del nostro sistema produttivo”.

Confindustria: PIL a -0,7% con guerra prolungata
Il prolungarsi del conflitto in Medio Oriente e le tensioni globali frenano la crescita dell’economia italiana. Secondo il Rapporto di Previsione Primavera 2026 del Centro Studi Confindustria, nel 2026 il PIL potrebbe ridursi fino a -0,7% nello scenario più avverso, a fronte di una crescita dello 0,5% nello scenario di base. A pesare sono soprattutto i prezzi energetici, l’incertezza negli scambi internazionali e i dazi USA, che mettono a rischio fino a 16 miliardi di euro di export. Confindustria evidenzia l’urgenza di misure tempestive a sostegno di imprese e famiglie, puntando su difesa, investimenti industriali, diversificazione dei mercati e capitale umano. Tra i fattori positivi ci sono la stabilità politica e il calo dei tassi di interesse, che hanno già portato benefici significativi alle imprese. Il Rapporto sottolinea inoltre la vulnerabilità dell’Italia agli shock energetici e commerciali, la crescente competizione globale, la fuga di giovani talenti e la necessità di rafforzare produttività e innovazione per mantenere competitività e resilienza del sistema produttivo.

“Il Governo deve intervenire con decisione”
“Non siamo di fronte a una criticità settoriale, ma a un vero e proprio rischio sistemico che coinvolge l’intera economia”, spiega Pretto. “Il costo dell’energia incide direttamente sulle imprese, sulle filiere, sull’occupazione e sul potere d’acquisto delle famiglie. Senza regole chiare e stabili, le aziende sono costrette a rinviare o cancellare investimenti, mettendo a rischio crescita e innovazione”.

Per il deputato vicentino, servono misure concrete e tempestive a sostegno del sistema produttivo, strumenti più efficaci per le imprese, semplificazione degli investimenti e un accompagnamento deciso nella transizione energetica. “Investire oggi significa difendere la capacità produttiva di domani, tutelare occupazione, competitività e sviluppo. La transizione energetica può diventare un’opportunità di crescita se sostenuta da politiche industriali coerenti e da una visione di lungo periodo”, conclude Pretto.

Una riflessione europea
Secondo Pretto, la risposta non può essere solo nazionale. L’Europa deve riconoscere la stessa flessibilità concessa per la difesa anche agli investimenti strategici per energia e industria. Una revisione del Patto di stabilità sarebbe un passo decisivo per sostenere il tessuto produttivo. “La sicurezza energetica non è solo una questione industriale ed economica: è anche una questione sociale. Garantire stabilità e sostenibilità nei costi dell’energia significa offrire certezze alle giovani generazioni, creando le condizioni per costruire nuovi nuclei familiari e progettare il futuro con maggiore fiducia. Allo stesso tempo, significa tutelare le fasce più fragili della popolazione, a partire dagli anziani, spesso schiacciati da pensioni basse e dall’aumento del costo della vita.Solo così sarà possibile trasformare una fase di difficoltà in un’occasione di rilancio, mettendo al centro le imprese, il lavoro e la coesione sociale come pilastri del futuro economico del Paese”. conclude Pretto.

di Redazione AltovicentinOnline

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