Nove pozzi, circa il 35% dell’acqua potabile prodotta dal gestore e ora un nuovo ricorso della società Silva-Ecoeridaniadavanti al Tar. La partita sulle aree di salvaguardia delle captazioni acquedottistiche di Villaverla e Dueville si fa pesante e arriva al cuore della Regione Veneto. A mettere il caso nero su bianco sono i consiglieri regionali Cunegato e Ostanel, che hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla giunta una cosa molto precisa: “la Regione intende difendere davanti ai giudici le aree di salvaguardia che essa stessa ha approvato?”.
La Regione approva, poi arriva il ricorso
La vicenda rischia infatti di trasformarsi in un vero braccio di ferro amministrativo su una risorsa essenziale: l’acqua destinata al consumo umano. Il percorso era iniziato nell’agosto del 2025, quando il Consiglio di bacino dell’ambito Bacchiglione aveva approvato la proposta di perimetrazione delle aree di salvaguardia di nove pozzi situati nei territori di Dueville e Villaverla. Non si tratta di captazioni marginali. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, i nove pozzi garantiscono circa il 35% della portata di acqua potabile prodotta dal gestore. L’iter era proseguito tra sollecitazioni politiche e passaggi istituzionali. A gennaio Cunegato e Ostanel avevano già interrogato la giunta regionale chiedendo tempi e iniziative per accelerare l’approvazione e tutelare, nelle more, le risorse idropotabili. Poi, il 10 febbraio, era arrivata una mozione del Consiglio regionale per chiedere alla giunta di ascoltare i territori e individuare le aree di salvaguardia. Il 28 aprile, infine, la svolta: la giunta regionale approva con la deliberazione numero 297 le perimetrazioni delle aree di salvaguardia. Sembrava la fine di un lungo percorso. Invece, pochi mesi dopo, è arrivato il ricorso.
Il ricorso mette tutto in discussione
Il 7 luglio Silva Srl ha presentato un nuovo ricorso al Tar del Veneto, aggiungendo un altro capitolo alla vicenda del maxi impianto per il trattamento dei rifiuti previsto a Montecchio Precalcino, impugnando anche la perimetrazione delle aree di salvaguardia dei pozzi acquedottistici di Villaverla e Dueville, approvata dalla Giunta regionale lo scorso aprile e relativa alle captazioni utilizzate dal gestore AcegasApsAmga. Il nuovo ricorso si aggiunge a quello presentato il 25 maggio contro l’esito della Conferenza dei servizi provinciale sul progetto dell’impianto, previsto a Montecchio Precalcino, vicino ai confini con Villaverla e Dueville. Nel mirino, ora, finisce proprio la deliberazione regionale 297 del 28 aprile, insieme al relativo allegato A e a una serie di atti precedenti che hanno contribuito alla definizione delle aree. In sostanza, la perimetrazione approvata dalla Regione è ora chiamata a reggere davanti al giudice amministrativo.
“La Regione si costituirà?”
Ed è qui che Cunegato e Ostanel alzano il livello della questione. Perché, sostengono nell’interrogazione, non avrebbe senso arrivare fino all’approvazione delle aree di salvaguardia e poi rischiare di lasciarle senza una difesa adeguata in tribunale. La domanda rivolta alla Giunta è secca: intende costituirsi davanti al Tar del Veneto e difendere la legittimità della propria delibera? Il punto politico è evidente. Da una parte c’è un provvedimento regionale che ha concluso un iter durato mesi e che riguarda nove pozzi strategici per l’approvvigionamento idropotabile. Dall’altra c’è un ricorso che chiede di annullare quella decisione e gli atti collegati. Per i consiglieri un’eventuale assenza o una difesa ritenuta insufficiente rischierebbe di vanificare il lavoro portato avanti dai Comuni, dal Consiglio di bacino e dalla stessa Regione.
di Redazione AltovicentinOnline
La guerra per la falda. Silva porta al Tar i pozzi di Dueville e Villaverla