Con un voto bipartisan, il Consiglio Provinciale di Vicenza ha approvato un ordine del giorno che chiede a Governo e Regione Veneto interventi immediati sulla tratta ferroviaria Vicenza–Schio: elettrificazione, potenziamento dell’infrastruttura e superamento delle principali criticità che da decenni frenano una delle linee più utilizzate – e più arretrate – del Nord Italia.
L’atto è stato sottoscritto dai capigruppo di maggioranza Filippo Negro (Civici), Renzo Marangon (Forza Italia), Moreno Marsetti (Lega) e Davide Berton (Fratelli d’Italia), a conferma di una posizione condivisa che supera gli schieramenti politici.
A illustrare il documento in aula è stato proprio Berton, consigliere provinciale con delega alla viabilità provinciale nord-est, che ha fotografato una situazione definita “insostenibile”. La Vicenza–Schio, collegamento strategico tra il capoluogo e l’Alto Vicentino, è stata recentemente inserita nel Rapporto Pendolaria di Legambiente tra le dieci peggiori linee ferroviarie d’Italia.
Le criticità sono note da oltre trent’anni: assenza di elettrificazione, con l’impiego di locomotori diesel obsoleti e altamente inquinanti; binario unico, che limita drasticamente la frequenza dei convogli nonostante l’elevata domanda di studenti e lavoratori; 25 passaggi a livello, di cui sei privati, che penalizzano sicurezza e velocità commerciale; mancanza di risorse, nonostante una stima regionale del 2023 quantifichi in circa 75 milioni di euro il fabbisogno per l’elettrificazione.
“Il voto unanime di oggi dimostra che il territorio non è più disposto ad aspettare”, ha dichiarato il presidente della Provincia Andrea Nardin. “L’Alto Vicentino è uno dei cuori pulsanti dell’economia italiana, un polo industriale che contribuisce in modo significativo al PIL e alle esportazioni. È inaccettabile che un’area così produttiva sia servita da un’infrastruttura fuori dal tempo. Non chiediamo solo un treno più veloce, ma il diritto a una mobilità sostenibile, passando finalmente dalla gomma al ferro con una moderna metropolitana di superficie”.
La questione non è solo economica, ma anche ambientale. L’elettrificazione della linea rappresenta infatti un passaggio indispensabile per ridurre le emissioni inquinanti e integrare la tratta con la futura rete metropolitana regionale. Senza infrastrutture moderne, efficienti e tecnologicamente avanzate, sottolinea il documento, la transizione verso un trasporto sostenibile resta un obiettivo irraggiungibile.
Con l’approvazione dell’ordine del giorno, il presidente e tutti i consiglieri provinciali si impegnano a farsi promotori dell’istanza presso Regione e Governo, con l’obiettivo di reperire le risorse necessarie alla progettazione e all’esecuzione dei lavori di elettrificazione e alla soppressione dei passaggi a livello più critici.
Il documento sarà ora trasmesso ufficialmente alla Regione Veneto, al Governo, al Parlamento e a tutti i Comuni della provincia di Vicenza, nella prospettiva di un’azione istituzionale compatta per sbloccare un’infrastruttura considerata vitale per lo sviluppo del territorio