Non ci stanno all’accusa di essere contro le donne e si ribellano contro chi glielo scrive pubblicamente, bloccandolo sui social. Continua la scalata di Futuro Nazionale nell’Alto Vicentino, con sezioni che aumentano in tutta la provincia, dove si registra una disorganizzazione che spesso si tramuta in messaggi sbagliati che non appartengono nemmeno al generale Roberto Vannacci.
Emblematici i comportamenti di alcuni membri del gruppo scledense, con la polemica nata sui social per via delle faccine poi cancellate dall’iscritto Filippo Trentin, operaio della Ecor, che si è fatto notare per posizioni estremiste per le quali si spera vengano presi provvedimenti. Una faccina che ride sotto la notizia dei funerali del giovane parroco deceduto quest’estate in un incidente stradale nella galleria di Malo, mentre portava i giovani del Grest a Gardaland. Una tragedia che ha lasciato il segno; una faccina che ride che è stata rimossa e che è stata definita un errore di digitazione, ma che ha lasciato l’amaro in bocca, il disgusto, l’indignazione per qualcosa che lascia seri dubbi sulla persona, che mette faccine che ridono spesso, anche quando si tratta di disabilità.
È legittimo, infatti, che dinanzi al messaggio di Vannacci sulle scuole «per diversi» qualcuno esprima dissenso. Ma ecco arrivare la faccina che ride di Filippo Trentin, giudicato un «estremista». Quando cerchi iscritti ovunque, è questo quello che accade, purtroppo, e si spera che con il tempo si possa arrivare a un po’ di equilibrio emotivo da parte di chi forse lo sta perdendo dopo l’iscrizione al partito del generale Vannacci.
Siamo in democrazia e le idee, qualunque esse siano, sono sacrosante: guai se non fosse così. Ma chi sta ai vertici deve anche saper bacchettare chi scade nella disumanità. Non è buonismo, è umanità: evitare di mettere le faccine che ridono sotto certi argomenti. Che si tratti di femminicidi, di aborto e del diritto delle donne di compiere una scelta che comporta un dolore che segna l’esistenza, che si tratti di disabilità, dove ci sono state lotte strenue per ottenere quell’inclusione di cui va orgogliosa l’Italia.
A tentare di mettere acqua sul fuoco è Alex Zachos, residente a Thiene e referente della sezione di Schio, dove le polemiche in questi giorni sono state veramente incandescenti, con minacce velate all’attuale amministrazione se qualcuno non avesse smesso di criticare Futuro Nazionale. A Thiene l’ambiente è molto più moderato, anche per il polso fermo di Miriam Consonni.
«Ci accusano di essere contro le donne, ma non è così – spiega Alex Zachos, che ha raccolto circa 150 tesserati e coordina i gazebo anche nell’hinterland di Schio. A Malo mi dice il collega Davide Manea che ci sono circa 40 iscrizioni. Noi abbiamo circa 40 donne all’interno del gruppo, tre nel direttivo: sembra questa una cosa compatibile con l’odio verso le donne? Addirittura, la referente per i giovani è una studentessa di appena 18 anni che va a scuola».
Zachos in questi giorni è stato accusato anche di aver dichiarato, con un post su Facebook, che l’aborto non è un diritto della donna, ma ci tiene a spiegare: «Ho rimosso quel post venti minuti dopo, ma nel frattempo qualcuno aveva catturato l’immagine e l’aveva fatta girare».
Nei prossimi giorni, intanto, è prevista una cena in grande stile all’Hotel Noris, dove non si esclude la presenza dei vertici di partito. L’incontro è in fase di organizzazione.
di redazione AltovicentiNonline