Nonostante i pronostici che danno l’attuale primo cittadino nuovamente vincente, questa donna umile, umanamente e culturalmente diversa dal suo sfidante, rischia di mettere seriamente a rischio la nota leadership di uno dei sindaci più amati dell’Alto Vicentino.
A Malo si apre ufficialmente la partita per le amministrative di primavera, e lo fa con una candidatura che punta a ridefinire metodo e stile dell’azione amministrativa. Nella cornice di Palazzo Corielli, Luciana Silvestri ha lanciato la propria sfida alla guida del Comune, proponendosi come alternativa alla continuità rappresentata dall’attuale amministrazione e dal probabile sfidante Moreno Marsetti.
Una candidatura costruita sull’opposizione
La discesa in campo di Silvestri non nasce dal nulla, ma si inserisce nel solco di cinque anni di attività consiliare della lista Uniti per Malo. Il sostegno compatto dei consiglieri di minoranza, Lorenza Faccio, Andrea Garbin e Mattia Anzolin , conferma una scelta politica maturata nel tempo e presentata come “naturale evoluzione” di un lavoro di controllo e critica all’amministrazione uscente. Non è un caso che proprio dagli interventi introduttivi siano arrivati gli attacchi più diretti: dalla gestione delle piscine comunali alla vicenda del cosiddetto “ponte delle galline”, fino ai servizi socio-sanitari. Temi concreti, locali, ma politicamente rilevanti perché toccano la credibilità amministrativa e la capacità di gestione.
Il richiamo alla memoria amministrativa
Nel corso della serata è emerso anche un elemento simbolico importante: il riferimento all’ex sindaco Gildo Zaccaria. La sua figura è stata evocata come esempio di visione e concretezza, in contrapposizione implicita alle criticità denunciate nel presente.
Questo passaggio non è solo commemorativo: segnala la volontà della candidata di collocarsi dentro una tradizione amministrativa percepita come efficace, cercando al contempo di reinterpretarla con strumenti e sensibilità contemporanee.
Il “metodo Silvestri”: tempo, presenza, pragmatismo
Il cuore politico della candidatura sta però nel messaggio personale di Silvestri, che costruisce la propria proposta attorno a tre pilastri: metodo, pragmatismo e presenza.
L’elemento più distintivo è probabilmente proprio la rivendicazione del “tempo pieno” come risorsa politica. In un contesto locale dove spesso il ruolo amministrativo si intreccia con altre attività, la scelta di riorganizzare la propria vita professionale per dedicarsi completamente al Comune diventa un messaggio forte: disponibilità quotidiana e responsabilità diretta.
Accanto a questo, Silvestri propone un approccio quasi “tecnico” alla politica: lettura dei problemi senza filtri ideologici; utilizzo di metodo e analisi; apertura al confronto e assunzione esplicita di responsabilità.
Una narrazione che si lega alla sua esperienza imprenditoriale e che mira a intercettare un elettorato sensibile all’efficienza più che all’appartenenza politica.
Una sfida ancora tutta da definire
Ad oggi, il quadro resta parziale. Silvestri è la prima a ufficializzare la candidatura, ma il confronto elettorale entrerà realmente nel vivo solo quando anche il fronte avversario si strutturerà in modo definitivo. Nel frattempo, la candidata prova a dettare il ritmo della campagna, puntando su incontri pubblici e su una presenza diffusa nel territorio. Sta comunicando con tanto di ufficio stampa. Il prossimo appuntamento del 18 aprile sarà un passaggio chiave per trasformare i principi enunciati in un programma dettagliato.
Il significato politico della candidatura
Al di là delle dinamiche locali, la candidatura di Silvestri riflette una tendenza più ampia nelle amministrazioni comunali: il tentativo di superare la politica tradizionale attraverso profili civici, competenze professionali e una forte enfasi sulla gestione. Resta da capire se questo approccio riuscirà a tradursi in consenso elettorale. Molto dipenderà dalla capacità di trasformare il “metodo” in soluzioni percepite come concrete dai cittadini e dalla risposta che arriverà dal campo avverso.
A Malo, insomma, la campagna elettorale è appena iniziata, ma il terreno dello scontro è già chiaro: gestione contestata contro proposta pragmatica, politica tradizionale contro modello “imprenditoriale”. Ma non solo.
Saranno i prossimi mesi a dire quale visione riuscirà a convincere di più.
Stile sobrio e istituzionale
Il linguaggio della candidata che ha lanciato il guanto di sfida a Moreno Marsetti, a cui nessuno ha creduto quando ha dichiarato di non volersi ricandidare, spicca e non poco. Per sobrietà ed eleganza. A Malo, alimentato fortemente dai social, esiste da sempre un veleno che sa fare male se non sei “armato” di violenza verbale. Si spera che chiunque voglia partecipare alla sfida elettorale non ci sdegni come ha fatto in passato con attacchi social sfociati anche in denunce, comprendendo che si tratta di una competizione democratica e non di una guerra all’ultimo sangue.
di Redazione AltovicentinOnline