A Piovene Rocchette la politica torna a parlare di soldi. Denari che, secondo il consigliere comunale Maurizio Colman, il paese potrebbe incassare e questo, così sostiene, grazie ad una sua intuizione quando era sindaco nel 2011. “All’epoca il Comune divenne proprietario della rete gas, ora è il momento di vendere per incassare circa 2,9 milioni di euro”. Secondo l’ex sindaco, sarebbe l’unica scelta razionale. Tenere la rete significherebbe perdere valore, invece, venderla oggi permetterebbe di trasformare il patrimonio in risorse immediate per Piovene Rocchette.
La proposta dell’ex sindaco
“Quell’investimento di circa 2 milioni di euro ha generato ad oggi un beneficio complessivo di circa 4,85 milioni di euro tra rendite e incremento di valore-continua Colman- Abbiamo quasi triplicato il capitale iniziale: questa è la politica che crea valore, non quella che si limita a gestire l’esistente”. Un ragionamento che, secondo il consigliere, non dice semplicemente ‘avanziamo una proposta’, ma altro. Dice: ‘senza di noi il Comune perderebbe milioni’. E lo fa ritagliando un ruolo fondamentale a chi, come lui, fa parte della minoranza: “il ruolo di una opposizione seria non è quello di assistere passivamente al declino o all’ordinaria amministrazione, ma di agire come forza propulsiva. Oggi dimostriamo che, con lo studio e la competenza, siamo noi a disegnare la traiettoria futura di Piovene Rocchette”.
Il confronto in consiglio comunale
Sarà interessante capire quale sarà la posizione della maggioranza nel consiglio comunale chiamato a discutere la mozione sottoscritta, oltre che da Maurizio Colman, anche dai consiglieri Maria Cristina Costa, Roberto De Luca ed Erminio Masero. Nel documento, l’opposizione critica infatti quella che definisce una gestione priva di visione strategica sul futuro del patrimonio comunale. Una seduta che potrebbe inoltre chiarire alcuni aspetti centrali della proposta: se il valore della rete sia davvero destinato a diminuire nel tempo, quali entrate perderebbe il Comune rinunciando alla proprietà e se esistano alternative alla vendita in grado di garantire benefici economici per le casse comunali.
“I numeri non sono opinioni”
Per Colman “l’alienazione delle reti garantisce un vantaggio economico netto di oltre 898mila euro rispetto al semplice mantenimento. Proseguire con la proprietà significherebbe accettare un’erosione costante del patrimonio comunale. Noi questo non lo permettiamo”. Secondo la sua impostazione, la vendita rappresenterebbe quindi la scelta più efficace per valorizzare immediatamente il patrimonio pubblico. L’operazione, sempre secondo le stime riportate da Colman, consentirebbe al Comune di incassare circa 2,9 milioni di euro, calcolati sulla base del valore attualizzato al 2027.
Non solo. “Mantenere la proprietà esporrebbe invece il Comune a un progressivo rischio di erosione patrimoniale, poiché interventi di manutenzione realizzati dal gestore ridurrebbero infatti nel tempo la quota di proprietà comunale e la relativa rendita, in base ai meccanismi di ammortamento previsti dalla normativa Arera e dal decreto ministeriale 226 del 2011”. Ed aggiunge: “l’eventuale vendita non comporterebbe comunque la perdita delle entrate annuali legate al servizio. Il Comune continuerebbe infatti a incassare i canoni di concessione, pari a circa 13 mila euro all’anno, oltre al canone per l’occupazione del suolo pubblico, stimato in circa 6.560 euro annui”.
di Redazione AltovicentinOnline