L’apprezzamento per il lavoro di un direttore generale “ha tempi e luoghi precisi previsti dalla normativa”. A sostenerlo è Maurizio Colman, ex sindaco per due mandati di Piovene Rocchette e oggi consigliere comunale di opposizione, che interviene nella polemica sulla lettera pro Bramezza destinata a far discutere all’interno dell’Ulss 7 Pedemontana. Faceva anche parte della conferenza dei sindaci dell’allora Ulss 4.
Per Colman, il confronto dovrebbe avvenire “in Esecutivo dei Sindaci e nel momento in cui si valuta il raggiungimento degli obiettivi annuali”. Ogni altra iniziativa, lascia intendere e rischia di trasformarsi in una sovraesposizione politica. “Questa proliferazione di comunicazioni , che leggiamo in questi giorni sui media– afferma – credo serva ai sindaci per dedicarsi a qualcosa che permette loro di esulare dalla quotidianità amministrativa».
Un quotidiano che, secondo l’esponente leghista, in molti Comuni significa fare i conti con “crisi in consiglio comunale”, fatti di cronaca gestiti a colpi di cavilli su orari e ordinanze, ma anche “paralisi amministrativa e carenza di progettualità che attanaglia tante amministrazioni, Piovene Rocchette compresa”. Parole che si inseriscono nel clima già teso tra i primi cittadini del territorio, con la vicenda della lettera a sostegno del direttore generale che ha aperto un’ulteriore frattura politica all’interno dell’Ulss 7.
Maurizio Colman ricorda i tempi in cui è stato sindaco, quando le bandiere politiche si abbassavano per il bene di un territorio da rappresentare e che appariva unito. “Intanto a questi sindaci direi che i panni sporchi andrebbero lavati in casa e smetterla di dedicarsi a mosse da burattinai, piuttosto fare incontri con tematiche strettamente sanitarie perchè a questo servirebbe l’Esecutivo dell’Ulss 7. Ragionare con quel buon senso che dovrebbe fare capire che avere posizioni unitarie vuol dire essere più forti. Se un gruppo di lavoro è coeso e compatto su una posizione fa capire a chi dall’alto deve prendere una decisione che quella proposta è il frutto di una grande volontà territoriale. Dinanzi a divisioni chi deve sentenziare farà di testa propria. Ai tempi in cui facevo parte dell’Esecutivo dell’allora Ulss 4 prima di esprimere posizioni alla Regione Veneto ci confrontavamo tantissimo, mediavamo e non era certo facile, ma prima mettevamo quello di cui la nostra comunità, cioè l’Alto Vicentino, aveva veramente bisogno. Facevamo sintesi delle proposte di ognuno e non c’erano prevaricazioni politiche, solo istanze per il territorio”. Colman fa riferimento ad un periodo non facile, quando primi cittadini come lui, Pietro Menegozzo, Luigi Dalla Via, Armando Cunegato, Alberto Toldo erano molto rappresentativi e nonostante le diverse estrazioni politiche ottenevano risultati come la riduzione delle tariffe dei parcheggi davanti all’ospedale Alto Vicentino, servizi che servivano a quel Sociale, che era un fiore all’occhiello. “Ho l’impressione che questi sindaci abbiano perso di vista l’essenza del loro ruolo”, conclude Maurizio Colman.
di redazione AltovicentinOnline