E’ una candidatura dalla forte impronta civica, aperta al dialogo e costruita attorno a un’idea precisa: riportare la città a ragionare sul proprio futuro. Si è presentato in Villa Fabris, Giovanni Scarpellini, aspirante primo cittadino di Thiene, al momento unico che si è fatto avanti.
«Ho deciso di candidarmi a Sindaco di Thiene – ha detto, – Una scelta maturata partendo dalla conoscenza della città e dalla convinzione che Thiene possa esprimere molto più di quanto riesca a fare oggi. «Mi candido perché conosco questa città, credo nelle sue potenzialità e sono convinto che possa essere molto più di quello che oggi riesce ad esprimere». Scarpellini rivendica una candidatura civica, nata «dalla città e per la città» e da costruire attraverso il confronto con cittadini, associazioni, categorie economiche, professionisti, giovani, anziani, famiglie e quartieri.
Questo non significa chiudere la porta alla politica. Al contrario, Scarpellini mette sul tavolo la disponibilità al dialogo, ma fissa un limite preciso. «Io e il mio Gruppo saremo inclusivi e aperti al dialogo con chi vorrà condividere e sostenere questo percorso, senza preclusioni o pregiudiziali ideologiche, con un solo limite: gli estremismi». Nessuna alleanza annunciata e nessun perimetro già definito. Il discrimine, almeno per ora, sarà il progetto: «Ci interessano i contenuti, le priorità e l’idea di città».
La città dei prossimi vent’anni
Il cuore politico della candidatura è la Thiene dei prossimi vent’anni. Urbanistica e mobilità, scuole e lavori pubblici, sicurezza, sanità, sociale, sport e qualità urbana vengono ricondotti a questa prospettiva. Dietro la candidatura c’è anche un giudizio sul modo in cui una città deve essere amministrata. Affrontare i problemi quotidiani non basta se manca una direzione capace di tenere insieme le decisioni di oggi e i loro effetti nel tempo. «Amministrare una città non significa soltanto affrontare i problemi. Significa avere un’idea di città, stabilire priorità, decidere e portare le decisioni fino in fondo. Significa, soprattutto, guardare più avanti della prossima scadenza».
La frase che riassume il progetto è altrettanto netta: «Il futuro non arriva da solo. Il futuro si costruisce». Costruirlo significa decidere oggi come sarà Thiene tra vent’anni. Le scelte urbanistiche avranno conseguenze sulla città nella quale si vivrà, quelle sulle infrastrutture incideranno sul traffico, mentre scuole, verde, spazi pubblici e rigenerazione urbana determineranno la qualità dei luoghi consegnati alla prossima generazione.
Cambiano anche le persone che abitano la città. L’invecchiamento della popolazione, i nuovi bisogni delle famiglie e le fragilità sociali richiedono, secondo Scarpellini, di programmare le risposte prima che i problemi diventino emergenze. In questo quadro trova spazio anche lo sport, non soltanto per la questione degli impianti, ma per la funzione educativa e sociale svolta dalle società sportive.
Sanità e servizi chiamano invece in causa direttamente il ruolo del sindaco, che non può limitarsi ad assistere alle decisioni prese altrove. Deve rappresentare la comunità, chiedere risposte alle istituzioni competenti e assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Scarpellini lo dice con una formula che chiarisce il profilo della candidatura: «Non mi candido per amministrare l’esistente. Mi candido per condurre Thiene verso il futuro».
Dare una direzione significa scegliere cosa viene prima, utilizzare bene le risorse e avere una macchina amministrativa capace di trasformare le decisioni in risultati. Significa anche saper dire dei no. In questa impostazione il bilancio comunale non è soltanto un insieme di numeri, ma il luogo nel quale le priorità diventano scelte concrete. Rigore nei conti, programmazione degli investimenti e responsabilità nell’utilizzo del denaro dei cittadini diventano parte della stessa idea di amministrazione.
Quella di oggi non è stata la presentazione di un programma già confezionato. «Non presenteremo oggi un elenco di promesse», ha chiarito Scarpellini. Il progetto verrà illustrato progressivamente, tema per tema, e sottoposto al confronto con la città. «Perché una città non ha bisogno di promesse alle quali credere. Ha bisogno di scelte sulle quali confrontarsi».