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Schio allo specchio: tra chi vede il degrado e chi continua a vedere una città viva

Quando si affrontano temi come sicurezza, degrado urbano e qualità della vita, il rischio è sempre quello di dividere il dibattito in due schieramenti contrapposti: da una parte chi denuncia problemi sempre più evidenti, dall’altra chi ritiene che si stia esagerando. Eppure, leggendo con attenzione le numerose opinioni raccolte in questi giorni tra i cittadini, che hanno lasciato commenti di opinioni dopo il nostro sondaggio, emerge una realtà più complessa e interessante di quanto possa apparire a una prima lettura. La sensazione è che Schio stia attraversando una fase di trasformazione che viene vissuta in maniera diversa a seconda delle esperienze personali, dei quartieri frequentati e delle aspettative che ciascuno ha nei confronti della propria città.

La prima voce che emerge con forza è quella di chi ritiene che qualcosa sia cambiato, e non in meglio. Sono cittadini che raccontano di un centro storico meno curato rispetto al passato, di attività commerciali che faticano a sopravvivere, di luoghi che un tempo rappresentavano punti di incontro e che oggi appaiono meno frequentati. Alcuni parlano apertamente di un senso di insicurezza crescente, altri utilizzano toni più moderati, ma il messaggio di fondo rimane lo stesso: la Schio che ricordavano sembra diversa da quella che vivono oggi. Non si tratta necessariamente della descrizione di una città fuori controllo. Piuttosto emerge una nostalgia per una realtà percepita come più ordinata, più vivace e più sicura. È una preoccupazione che non può essere liquidata come semplice lamentela, perché nasce da esperienze reali e da una percezione diffusa che merita di essere ascoltata. Poi c’è chi se la prende con gli immigrati, chi racconta di avere paura e di sporcizia. Insomma, c’è chi dà ragione ad Alex Cioni, consigliere di minoranza del Comune di Schio, che denuncia da sempre uno stato di degrado e decoro urbano sui quali intervenire con provvedimenti urgenti.

Accanto a questa posizione, tuttavia, se ne afferma un’altra altrettanto significativa. Sono molti i cittadini che riconoscono l’esistenza di criticità, ma che invitano a mantenere uno sguardo equilibrato. Secondo loro sarebbe sbagliato negare i problemi, ma sarebbe altrettanto sbagliato raccontare Schio come una città in declino. Chi sostiene questa visione ricorda il lavoro quotidiano delle associazioni, dei volontari, delle realtà culturali e sportive che continuano ad animare il territorio. Ricorda gli eventi che richiamano persone da tutto l’Alto Vicentino, le iniziative sociali che coinvolgono giovani e famiglie, il tessuto associativo che ancora oggi rappresenta uno dei punti di forza della comunità scledense. Esiste poi una terza posizione, meno numerosa ma comunque presente, che invita a ridimensionare il quadro più pessimista. Secondo questi cittadini, negli ultimi anni si è sviluppata una narrazione che tende a enfatizzare ogni episodio negativo, contribuendo ad alimentare un senso di insicurezza spesso superiore alla reale portata dei problemi.

Osservando nel loro insieme le opinioni raccolte  durante il sondaggio, emerge però una considerazione che va oltre le singole posizioni. Il vero tema non sembra essere stabilire chi abbia ragione e chi abbia torto. Il punto centrale è comprendere perché una parte significativa dei cittadini percepisca oggi un disagio che fino a qualche anno fa veniva espresso con minore intensità.

Le città cambiano. Cambiano le abitudini, cambiano i flussi di persone, cambia il commercio, cambiano le forme della socialità. E spesso la percezione di sicurezza o di benessere non dipende soltanto dai numeri o dalle statistiche, ma anche dal rapporto emotivo che le persone costruiscono con i luoghi in cui vivono.

Schio non appare come una città rassegnata al declino, né come una città immune da problemi. Appare piuttosto come una comunità che si interroga sul proprio presente e sul proprio futuro, cercando di capire quale direzione intraprendere. Le opinioni sono diverse, talvolta opposte, ma raccontano tutte la stessa cosa: i cittadini hanno ancora a cuore la loro città. E forse è proprio questo il dato più importante emerso dal confronto. Perché una comunità che discute, si confronta e persino si divide su ciò che la riguarda è una comunità che non ha smesso di interessarsi al proprio destino.

Ringraziamo i numerosi, centinaia di lettori che hanno partecipato ad un sondaggio, che ci ha sorpresi per l’adesione di chi, pur non avendo i social, ha scritto alla nostra redazione. Impossibile pubblicare gli interventi di tutti. Grazie di cuore.

di redazione AltovicentinOnline

 

Schio è davvero insicura e nel degrado? Parola ai cittadini

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