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Schio. Crisi di governo, nuovo presidente del consiglio e assessore da nominare, Marigo: “Non sono la marionetta di nessuno”

Tra voci di fratture interne, dimissioni eccellenti e cantieri aperti sul fronte della sicurezza idrogeologica, il sindaco di Schio, Cristina Marigo, rompe il silenzio e fa il punto sulla situazione politica e amministrativa della città. Un’intervista a tutto campo, nella quale rivendica autonomia, metodo e responsabilità, respingendo al mittente le letture che la vorrebbero eterodiretta o indebolita. Parole le sue che fanno capire che spesso, dietro toni bassi, rigore istituzionale e scelta di non alimentare le polemiche non c’è debolezza o mancanza di autorevolezza.

Sindaco Marigo, nelle ultime settimane Schio è stata al centro di voci e rumors su una presunta frattura interna alla maggioranza. Qual è la sua posizione?

Sto portando avanti l’attività amministrativa nel pieno rispetto del programma elettorale condiviso presentato ai cittadini nel 2024. Un programma che sento come un patto di fiducia e che guida ogni scelta che facciamo come squadra. Ma vorrei anche sgombrare il campo da equivoci: non sono né mi sento l’ombra né la marionetta di nessuno. E se qualcuno ha pensato di potermi muovere i fili, o di vedermi qui a fare la “bella statuina”, ha semplicemente capito male. Credo che dietro certe letture ci sia anche un riflesso culturale che conosciamo bene: quando una donna guida, prende decisioni e non rientra in schemi preconfezionati, c’è sempre qualcuno che fatica ad accettarlo. Io non sono qui per rappresentare un simbolo, ma per esercitare un ruolo. E cerco di farlo ogni giorno, assumendomi la responsabilità delle scelte, anche difficili, che amministrare una Città come Schio richiede.

E riguardo alle recenti dimissioni della consigliera Anna Nardi?

Le dimissioni della consigliera sono una scelta personale ma è evidente che aprono una fase di chiarimento politico all’interno della maggioranza. Detto questo, diversamente da quanto sostiene la consigliera, non si tratta di un problema di metodo, ma di sostanza. In più di un’occasione, su atti e mozioni rilevanti, non c’è stata da parte sua una piena coerenza con il percorso condiviso della maggioranza se non piuttosto tentennamenti nel sostenere le nostre scelte. Quando questo accade, è legittimo dirlo apertamente: si può cambiare idea, si può non sentirsi più rappresentati, ma serve chiarezza. È l’unico modo corretto di stare nelle istituzioni.

Ci sono novità sul fronte dell’assessorato ai Lavori pubblici, dopo le dimissioni di Giorgio Marchioro?

Abbiamo individuato una persona di fiducia, tecnicamente competente, che andrà a ricoprire il ruolo di assessore ai Lavori pubblici, Edilizia Privata, Sistema Informativo Territoriale e Performance dei servizi pubblici. Stiamo formalizzando gli ultimi passaggi e la prossima settimana lo presenteremo ufficialmente. Ci tengo però a sottolineare che in questi mesi, nonostante le dimissioni, il settore non è mai stato trascurato. Abbiamo continuato a lavorare scrupolosamente, soprattutto su un tema cruciale come quello dei dissesti idrogeologici.

A tal proposito, sul fronte della sicurezza idrogeologica che aggiornamenti ci sono?

Lo sappiamo: Schio vive da sempre in un equilibrio stretto tra ambiente naturale e sviluppo urbano: un equilibrio di grande valore, ma intrinsecamente fragile. La conformazione collinare che abbraccia la Città e la fitta rete dei corsi d’acqua, insieme a fenomeni meteorologici sempre più repentini e intensi, rendono evidente una vulnerabilità del territorio che richiede attenzione costante e interventi strutturati. Per questo abbiamo scelto di investire con continuità sulla prevenzione. Abbiamo affidato il progetto di fattibilità del bacino di laminazione nel quartiere Santissima Trinità. Il progetto è stato consegnato ed è ora in fase di istruttoria per essere poi approvato. Si tratta di un intervento che coinvolge anche proprietà private, per cui sarà necessario avviare un confronto con i proprietari interessati. Abbiamo inoltre affidato il progetto di fattibilità tecnico-economica del bacino di laminazione San Martino-Aste sul torrente Caussa, un’opera strategica dal valore complessivo di 600 mila euro, interamente finanziata con risorse comunali. Parliamo di un invaso da circa 10.000 metri cubi, pensato per attenuare le piene che scendono da monte e che negli ultimi anni hanno causato allagamenti e disagi nella zona di SS. Trinità. Si tratta di un intervento complesso, che richiede la modellazione idraulica dell’intera asta del torrente, quindi, i tempi tecnici non saranno brevissimi. Nel frattempo, come concordato con i proprietari dei terreni interessati, stiamo avviando le comunicazioni per le indennità legate alle aree o alle servitù di allagamento.

Sempre a SS. Trinità, in queste settimane sono in corso altri lavori riguardanti la pulizia del tratto tombinato del torrente Valle Caussa Boldoro che consentirà di ripristinare la sezione originaria e ridurre in modo concreto il rischio di nuovi allagamenti. Il servizio forestale sta inoltre progettando una briglia filtrante sulla Caussa da realizzare a monte di via San Martino in modo da evitare ulteriori trasporti solidi a valle. Inoltre, proprio la prossima settimana, partirà un pacchetto molto importante di interventi per contrastare i dissesti idrogeologici che interesserà diverse zone del territorio comunale in particolare sul Tretto, Piane e Monte Magrè: da via Gavassi a Pinzele, da Castellon a Reghellini, fino a Costalunga e Nogare di Sopra. Parliamo di frane, scarpate e muri di sostegno che necessitano di interventi mirati. L’investimento complessivo è di 500 mila euro, finanziati da Regione Veneto, Ministero dell’Interno e fondi comunali. Anche qui il primo cantiere sarà in via Gavassi, seguito da Pinzele, con una programmazione che verrà comunicata passo dopo passo.

Si avvicina la Giornata della Memoria. A che punto è il lavoro della Commissione consiliare sulle Pietre d’Inciampo?

È un lavoro importante, che si sta concludendo proprio in concomitanza con la Giornata della Memoria. La Commissione, istituita all’unanimità dal Consiglio comunale lo scorso anno, ha lavorato molto bene, con spirito di collaborazione ed ha individuato 22 persone legate a Schio deportate e vittime del regime nazifascista.

Sono stati verificati i dati storici, individuati i possibili luoghi di posa e, nella quasi totalità dei casi, ottenuto il consenso dei familiari o dei discendenti. Il lavoro svolto ci consegna una base rigorosa cosicché ora possiamo procedere con gli atti formali e con la richiesta alla Fondazione Stolpersteine per avviare concretamente il progetto anche a Schio. Personalmente ritengo che la posa delle pietre potrà avvenire in modo graduale, con il coinvolgimento delle scuole e della cittadinanza, perché crediamo in una memoria che entri nello spazio urbano e nella quotidianità e perché siamo convinti che ricordare non è solo un dovere storico: è una responsabilità civile.

N.B.

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