Una proposta ritenuta non condivisibile nelle modalità e negli strumenti indicati. Queste, in sintesi, le ragioni per cui lunedì prossimo l’Amministrazione comunale di Schio si appresta a rigettare la mozione presentata dal gruppo di minoranza Fratelli d’Italia, che impegna il Comune ad assumere un ruolo operativo diretto nella promozione di uno studio di fattibilità per l’estensione della rete di teleriscaldamento verso le Piscine comunali e il Palasport.
Una posizione netta, riassunta dall’assessore all’ambiente, Alessandro Maculan: «Pur condividendo che l’estensione della rete di teleriscaldamento rappresenti un obiettivo coerente con il PAESC – il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima approvato nel 2024 – è necessario ricordare che lo stesso PAESC individua il ruolo del Comune come soggetto di indirizzo strategico, senza confonderlo con quello di chi è chiamato ad attuare gli interventi. Il Piano subordina inoltre i benefici ambientali e di compensazione delle emissioni di CO₂ al principio dell’invarianza delle quantità di rifiuti inceneriti e, nel caso del bando FESR, alla dimostrata sostenibilità tecnico-economica degli interventi, valutazione che compete esclusivamente al soggetto gestore della rete».Il bando regionale PR Veneto FESR 2021–2027, richiamato dalla mozione come “ultimo treno” per ottenere il finanziamento, consente la partecipazione diretta delle imprese di settore, individuando nel gestore il soggetto titolato alla presentazione delle candidature e alla dimostrazione della sostenibilità economica e finanziaria degli interventi. È quindi il gestore del servizio – beneficiario finale dell’infrastruttura e dei ricavi derivanti dalla vendita dell’energia – a dover valutare l’opportunità dell’investimento e sostenere i costi della progettazione funzionale all’accesso alle risorse regionali.
Se, come sostenuto nella mozione, esistesse un’opportunità economica concreta e immediatamente praticabile, risulta legittimo domandarsi per quale motivo il soggetto gestore – per il quale la progettazione, la realizzazione e la gestione di reti di teleriscaldamento costituiscono attività di core business – non abbia fino ad oggi autonomamente promosso una propria candidatura al bando, anche in collaborazione con il Comune, o avviato le necessarie valutazioni di fattibilità. Non può essere il Comune a supplire a scelte imprenditoriali che spettano esclusivamente a chi opera nel mercato dell’energia e ne trae i benefici economici.Un coinvolgimento diretto del Comune nella promozione, nel coordinamento o nella predisposizione di studi di fattibilità comporterebbe, oltre a un potenziale impegno finanziario, anche un significativo assorbimento di risorse interne in termini di personale, tempo e capacità amministrativa, sottraendole ad altre progettualità strategiche già in corso o programmate. Anche sotto questo profilo, l’impostazione proposta dalla mozione rischia di trasferire indebitamente sull’Ente pubblico incombenze e oneri aggiuntivi, senza una concreta evidenza dei vantaggi che da queste deriverebbero.
«Sarebbe scorretto – prosegue l’assessore Maculan – far ricadere sui cittadini il costo, anche indiretto, di approfondimenti progettuali riferiti a un’infrastruttura che rientra nella sfera gestionale ed economica di un soggetto terzo, tanto più nell’attuale contesto che vede il Comune di Schio recedere dalla partecipazione societaria. Siamo da sempre favorevoli al teleriscaldamento come tecnologia capace di generare efficienza e recupero di calore, ma è necessario evitare la confusione tra il ruolo di indirizzo e pianificazione strategica del Comune e le responsabilità operative che competono ai gestori delle reti. Allo stato attuale è possibile appurare un solo aspetto: ViAmbiente/AVA non ha ritenuto di presentare candidatura al bando di finanziamento pur avendone piena facoltà. Non spetta al Comune indagarne le cause; il nostro dovere è sostenere la transizione energetica agendo con priorità sulle leve che vedono direttamente competente l’Ente, intercettando le opportunità ad esso dedicate».
Nel caso di specie, il Comune di Schio riveste semmai il ruolo di cliente e utilizzatore finale del calore e della rete e, come tale, è principalmente – e legittimamente – interessato alla convenienza economica e tariffaria dell’eventuale allacciamento delle strutture sportive comunali alla rete. Spetta quindi al gestore formulare una proposta energetica ed economica chiara, competitiva e vantaggiosa, tale da rendere appetibile per l’Ente la sottoscrizione di un accordo, consentendo una valutazione trasparente dei benefici attesi rispetto ai costi attualmente sostenuti. «Una proposta che attendiamo di ricevere e che valuteremo con interesse, quando arriverà», conclude Maculan.
Per queste ragioni, l’Amministrazione comunale rigetterà la mozione.