Dopo le parole di Valter Orsi, che ha negato l’esistenza di una crisi politica a Schio pur parlando di isolamento e scarsa condivisione, arriva una replica tutt’altro che morbida da parte di Fratelli d’Italia. “Altro che nessuna crisi” interviene il capogruppo Alex Cioni, che nelle parole dell’ex sindaco legge la conferma del fallimento di una intera impostazione politica.
“Se non è una crisi, poco ci manca”
È questa, in sunto, la posizione di Cioni perché “se da un lato si sostiene che non vi sia alcuna crisi politica e che la maggioranza sia solida, dall’altro si parla di mancanza di dialogo, di scarsa condivisione, di metodo smarrito e di un progetto che di fatto si chiude. Se questa non è una crisi, è quantomeno la certificazione di un modello che non ha retto alla prova del tempo”osserva Cioni, che aggiunge: per anni il civismo è stato presentato come alternativa ai partiti, capace di governare senza condizionamenti e senza appartenenze. Ciò che invece emerge, è che senza una struttura politica dai contorni definiti, senza un confronto organizzato e senza una leadership riconosciuta, le fragilità vengono inevitabilmente a galla e non possono essere liquidate come semplici differenze di vedute”.
Dal progetto ‘ad personam’ all’ambiguità
Il passaggio più politico riguarda proprio l’identità del civismo scledense. “Sostenere che il sogno civico finisca con una persona significa riconoscere che quel progetto non aveva basi politiche solide ma si reggeva su un equilibrio personale. Questo-precisa il capogruppo di FdI- non è un giudizio sull’uomo, ma una valutazione oggettiva sul modello”. In più, Cioni insiste sul nodo delle ambiguità politiche: “per costruire un dialogo costruttivo occorre essere franchi e definire con chiarezza priorità, alleanze e perimetro di azione. Diversamente si rischia di apparire come chi vuole mantenere una posizione ambigua per non assumersi mai pienamente la responsabilità delle proprie scelte. Nessuno è disponibile a farsi utilizzare come semplice strumento di convenienza, il che vale per le persone come pe i partiti politici. Schio dovrebbe essere punto di riferimento per l’Alto Vicentino, ma per esserlo servono una direzione, serve stabilità e una classe dirigente strutturata”.
Il dossier AVA: “un salto nel vuoto”
Particolarmente duro il giudizio di Fratelli d’Italia sulla vicenda del recesso da AVA, oggi ViAmbiente. “ Ammettere che l’ipotesi di recesso sia partita da lui e che doveva essere in sostanza uno strumento di pressione politica può anche rientrare nella normale dialettica istituzionale. È una valutazione che si può discutere, ma che almeno aveva una logica tattica-continua il consigliere comunale Alex Cioni- Ben diverso è il percorso che si è poi concretizzato con Marigo, Maculan e Vantin. Sono arrivati al recesso senza una base giuridica solida e senza una motivazione fondata su un chiaro e documentato interesse pubblico, facendo in sostanza un salto nel vuoto. E su un tema così delicato, l’improvvisazione non è ammissibile. Se si è arrivati a una decisione di questo peso in modo così fragile, significa che dentro la maggioranza è mancata una guida e una competenza adeguata nella gestione del dossier. C’è poco da fare, su AVA, come su altri dossier strategici, la città ha pagato e paga l’assenza di una linea politica strutturata”.
P.V.
Schio. Orsi: “adesso parlo io”. Nessun ribaltone, ma pesa la mancanza di dialogo con la città