Non ci stanno ai toni dell’oppositore e non concordano con la versione dei fatti fornita da chi, a parere loro, non vuole risolvere il problema, ma denigrare la città.
La maggioranza consiliare di Schio sceglie la via della “concretezza” sul tema del decoro urbano. Così la definiscono loro.
Dopo la mozione presentata da Fratelli d’Italia – firmata dal consigliere Alex Cioni e incentrata sulle criticità del centro storico – i gruppi Civitas Schio e Noi Cittadini hanno depositato un emendamento che modifica profondamente il testo e ne ridefinisce gli obiettivi.
I consiglieri Marco Vantin e Cristiana Dalla Fina (Civitas Schio), insieme ad Antonella Nardello e Albino Mosele (Noi Cittadini), spiegano di aver voluto trasformare quella che definiscono una proposta «frammentaria e confusa» in un percorso amministrativo «solido, utile e verificabile».
Pur riconoscendo la necessità di mantenere alta l’attenzione sul decoro e sulla vivibilità del centro, la maggioranza prende nettamente le distanze dai toni utilizzati da Fratelli d’Italia. «Non ci prestiamo a descrizioni catastrofiche della città né a operazioni propagandistiche che raccontano un declino inesistente», precisano i due gruppi. «Le sollecitazioni dell’opposizione possono anche essere condivisibili in parte, ma la mozione originale era troppo disordinata per poter essere approvata. Il nostro compito è rendere le proposte efficaci, non amplificare la polemica».
L’emendamento presentato dalla maggioranza elimina i cinque punti operativi previsti dal testo di Fratelli d’Italia e affida invece un mandato preciso al Presidente della Prima Commissione Consiliare: avviare una revisione del Regolamento di Polizia Urbana, con l’obiettivo di aggiornare norme e strumenti per contrastare i fenomeni di degrado nel centro storico.
Una scelta che non è casuale. La Prima Commissione è infatti presieduta da un esponente di Fratelli d’Italia. «Manteniamo la coerenza con quanto stabilito un anno fa su una mozione analoga», spiegano i firmatari. «Ora chiediamo al Presidente della Commissione di assumersi la responsabilità del ruolo e di portare finalmente il tema all’interno dell’organismo competente. È lì, e non nei comunicati o negli slogan, che si costruiscono le regole che servono davvero alla città».
L’emendamento sarà discusso nelle sedute del Consiglio comunale del 27 e 30 aprile, dove la contrapposizione tra la “narrazione allarmistica dell’opposizione e l’approccio tecnico della maggioranza” tornerà al centro del dibattito politico cittadino.