A Palazzo Garbin si raccolgono i cocci. A puntellare la giunta Marigo, paradossalmente, la minoranza e viene eletto il nuovo presidente del consiglio comunale. Nessun golpe quindi a Schio. Ma il clima è quello delle grandi fratture: sospetti, accuse, parole che bruciano. Nel mirino finisce Valter Orsi che secondo Giovanni Battistella, capogruppo del Pd, avrebbe tentato di orchestrare una manovra per tornare a fare il primo cittadino con la casacca di Fratelli d’Italia. Un’accusa pesante come un macigno. E l’amarezza dell’ex sindaco verso la sua delfina.
Orsi ascolta, incassa e respinge tutto al mittente. “Un racconto di fantascienza”, lo definisce. E nelle sue parole c’è amarezza, più che rabbia. “Dire che avrei ordito una manovra per far decadere il consiglio comunale e tornare alle urne è una mistificazione della realtà. Se fosse stata quella l’intenzione, i numeri li avremmo avuti”. In mezzo, la sindaca Marigo, che condivide le parole di Battistella. Ammette la fragilità degli ultimi due mesi: “questa situazione di rottura dentro la maggioranza ci ha messo in difficoltà”. Ma rivendica la tenuta: la maggioranza, dice, c’era. “Potevamo rischiare di andare a casa e commissariarci. Ringrazio i consiglieri di minoranza che hanno riconosciuto che i numeri c’erano, per rispetto della città”.

Surroghe e nuovo presidente del consiglio comunale
Mercoledì sera il parlamentino tutto si è nuovamente riunito per mettere un punto alla fase complessa che viveva da settimane. Se non mesi. In apertura di seduta si è proceduto alla surroga delle consigliere dimissionarie del gruppo Noi Cittadini con Cristina Marigo, Loredana Spinato e Luciana Maria Carpi, con l’ingresso in Consiglio di Omar Gueye Elhadji e Monica Smiderle. Successivamente, l’aula ha votato per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale, dopo le dimissioni del consigliere Valter Orsi, anch’egli appartenente al gruppo Noi Cittadini con Cristina Marigo. Su 24 votanti e 24 schede valide, sono risultate 14 schede a favore di Sergio Secondin e 10 schede bianche. Eletta inoltre come vicepresidente del Consiglio comunale, la consigliera comunale Cristiana Dalla Fina.

Ma tra le schede e i voti, in aula protagoniste sono state le parole. Le accuse. Battistella che parla di “bastoni tra le ruote” messi da Orsi dopo le sue dimissioni di tre settimane fa, “teatrino costruito ad hoc per farlo tornare da primo cittadino” magari con la casacca di Fratelli d’Italia, perché “c’è chi è più attaccato alla carega di altri e non siamo noi”, rivendica una linea di “serietà amministrativa”, respinge l’idea di colpi di mano e rimanda al mittente, il riferimento è ad Alex Cioni, le accuse di manovre oscure. “Non ci interessa creare il caos a prescindere”, aggiungendo: “Eberle non ha salvato la sindaca, ma son stati i 14 consiglieri che la sostengono. Per rispetto della città tutta, non solo chi ha votato noi”.
La sindaca Marigo sottolinea che, con le surroghe e l’elezione del presidente del consiglio, si esce “finalmente da una situazione complessa” e che la maggioranza torna “pienamente operativa”, pronta a lavorare “con continuità e responsabilità per il futuro della città e dei cittadini”. Riconosce che negli ultimi due mesi si è vissuta una fase di “difficoltà e di rottura” interna, reale e pesante, che ha inciso sull’operatività del consiglio comunale, creando anche il “concreto rischio di commissariamento”. Una fase, spiega, affrontata cercando di mantenere “trasparenza e correttezza”, evitando “congetture e polemiche” per concentrarsi su come superare le criticità. “Tre mesi di commissariamento non sarebbero stati una tragedia”, ribatte Cioni: “dare la parola ai cittadini non è sbagliato”. Poi affonda: “per difendere il poco coraggio, scaricano le responsabilità su di noi.Andiamo avanti finché questa maggioranza avrà forza politica. Ma governare significa governare davvero”.

L’amarezza di Orsi verso Marigo: “parole che non riconosco. Così si incrina un rapporto decennale”. Sulle dichiarazioni di Battistella “ne rimango basito perché mi è sembrato di ascoltare un racconto di fantascenza; dichiarare che il sottoscritto avrebbe ordito una manovra per indurre la decadenza dello stesso Consiglio Comunale con un accordo con FdI per ritornare alle elezioni risulta essere una vera mistificazione della realtà, in quanto se l’intenzione fosse stata questa ne avremmo avuto i numeri”. Orsi nega qualsiasi strategia occulta e rivendica che le critiche mosse negli ultimi mesi riguardavano esclusivamente scelte politiche e “metodologie di lavoro” che, a suo dire, mancavano di coinvolgimento. Sulle dimissioni chiarisce che sono state concordate con la sindaca Marigo ” al fine di evitare che nonostante diversi punti di vista non si mettessero in gioco il rapporto di collaborazione decennale; anzi, per essere ancora più precisi, le dimissioni non sono state depositate, nell’ordine in cui si sono svolte, prima di aver ricevuto il via libera dello stesso Sindaco, proprio con la finalità di non mettere a rischio la maggioranza di governo. Alla luce di quanto sentito poco fa, credo di aver parlato e scritto con una persona diversa da quella che conoscevo.”
P.V.