L’appello è chiaro: “Solo attraverso un percorso partecipato si può restituire alla città un’area così importante, valorizzandone davvero la storia e costruendo un futuro condiviso”.
Il progetto di riqualificazione dell’area ex Lanerossi, nel cuore del centro storico di Schio, sta suscitando forti polemiche e preoccupazioni tra cittadini e rappresentanti politici locali. L’area, acquisita nel 2022 dalla famiglia Cestaro, è al centro di un piano urbanistico considerato il più rilevante degli ultimi anni per la città, ma il percorso seguito dall’amministrazione comunale viene giudicato poco trasparente e scarsamente partecipato.
Secondo quanto denunciato da Giovanna Deon, Erica Marconato (CCS) e Carlo Cunegato (AVS), il progetto è stato presentato ai consiglieri comunali solo cinque giorni prima del voto, senza un reale confronto pubblico e con informazioni ritenute parziali e di natura propagandistica. “Le promesse di partecipazione e trasparenza fatte in campagna elettorale sono state disattese”, affermano i firmatari del comunicato, che sottolineano come il Consiglio comunale sia stato messo nelle condizioni di esprimersi senza un adeguato approfondimento.
Tra le principali criticità evidenziate spiccano: l’impatto urbanistico e ambientale. Il piano prevede la costruzione di un nuovo supermercato di 5.000 metri quadrati, delle dimensioni di un Iper-Coop, e un parcheggio di circa 8.800 metri quadrati, di cui solo 600 destinati al centro storico. “Si continua a cementificare, andando contro le tendenze europee e italiane che puntano alla depavimentazione per contrastare il cambiamento climatico”, si legge nel comunicato.
Bonifica dell’area: la soluzione proposta per la bonifica del terreno ex industriale viene definita “al ribasso”, prevedendo la semplice copertura con un telo impermeabile e uno strato di terra, tecnica tipica delle discariche. Secondo i promotori della protesta, questa scelta solleva dubbi ambientali e idraulici, poiché l’acqua piovana non potrà filtrare nelle falde, aumentando il rischio di allagamenti.
Verde pubblico e patrimonio storico: il progetto include la realizzazione di un parco pubblico, ma prevede l’abbattimento degli alberi esistenti e la piantumazione di nuovi alberi solo dopo aver tagliato il telo impermeabile, compromettendo la qualità ambientale dell’area. Inoltre, la trasformazione di via XX Settembre in strada a doppio senso comporterebbe la demolizione della storica “Ex Fattoria – Casa del Fattore”, senza un adeguato dibattito pubblico.
I rappresentanti di CCS e AVS chiedono l’apertura immediata di un confronto pubblico che coinvolga cittadini, associazioni, esperti e la proprietà, sottolineando che “urbanistica significa costruire il futuro della città tenendo insieme dimensioni sociali, ambientali, storiche e culturali”. È ancora possibile presentare osservazioni fino all’11 agosto, mentre per settembre è già in programma un grande momento pubblico di discussione.
di redazione AltovicentinOnline