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Schio. Presentato il Piano Comunale delle Acque: 25 criticità mappate e due bacini di laminazione per la sicurezza idraulica

Una mappa precisa del rischio, per la prima volta. Nei giorni scorsi al Faber Box, il Comune di Schio ha presentato alla città il Piano Comunale delle Acque, adottato dal Consiglio Comunale lo scorso aprile. Presenti i progettisti prof. ing. Vincenzo Bixio e ing. Anna Chiara Bixio di Nordest Ingegneria S.r.l. che hanno guidato la platea attraverso un’analisi sistematica dell’intera rete idrografica del territorio: 25 aree di criticità idraulica censite, studiate e corredate ciascuna di un intervento risolutivo.

Per l’Amministrazione erano presenti il sindaco Cristina Marigo, l’assessore ai Lavori Pubblici Michele Lain, il dirigente del Settore Lavori Pubblici ing. Alessio Basilisco e il capo servizio Viabilità arch. Mirko Fabrello.

Il Piano nasce per rispondere a un problema strutturale: decenni di urbanizzazione, suoli impermeabilizzati, fossi eliminati e reti di scolo che non reggono più. Lo studio, condotto in sinergia con Viacqua, Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, Genio Civile e Servizi Forestali Regionali, restituisce per la prima volta una visione completa e aggiornata del territorio.

Lo studio presentato in serata ha esaminato tutto: acque pubbliche, canali e fossi privati, fognature bianche, tombinamenti urbani. Per ciascuna delle 25 criticità è stata redatta una scheda tecnica con analisi delle cause e soluzione proposta.

Le cause strutturali che ricorrono con maggiore frequenza sono cinque:

Rete di fossi e scoline insufficiente: la rete minore è drasticamente ridotta rispetto al passato e non regge i volumi attuali

Tombinamenti ostruiti: canali coperti intasati da sedimenti, con percentuali di intasamento che in alcuni tratti raggiungono il 50–60%

Fognature bianche sottodimensionate: le reti di raccolta delle acque meteoriche non reggono gli eventi estremi, sempre più frequenti

Aree prive di drenaggio: alcune zone non dispongono di alcun sistema di smaltimento adeguato

Manutenzione insufficiente: canali, fossati e caditoie spesso ostruiti da vegetazione e detriti, con un degrado progressivo nel tempo

Commenta il sindaco, Cristina Marigo: Quello che abbiamo presentato è sì un piano, ma anche lo specchio del territorio e, come ogni specchio, mostra anche le cose scomode. Decenni di urbanizzazione accelerata, suoli coperti, fossi eliminati o abbandonati: il territorio porta i segni di scelte fatte nel passato, e oggi tocca a noi tutti fare i conti con le conseguenze. Ma il punto non è cercare colpevoli, il punto è capire che la sicurezza idraulica è una responsabilità collettiva. Il Comune sta facendo la propria parte: abbiamo destinato l’intero avanzo di bilancio ai bacini, abbiamo adottato il Piano, stiamo cercando ogni risorsa disponibile. Ora chiediamo alla Città di fare altrettanto: ogni piccola azione, moltiplicata per migliaia di abitazioni, cambia il risultato finale”.

Il Piano delle Acque è ora pubblicamente consultabile. I cittadini hanno tempo dal 20 giugno al 20 luglio 2026 per presentare osservazioni scritte, che saranno esaminate dalla Commissione consiliare Urbanistica. L’obiettivo è portare il Piano all’approvazione definitiva del Consiglio Comunale entro la fine dell’anno.

 Conclude l’assessore al Lavori pubblici, Michele Lain: “Il Piano delle Acque è uno strumento fondamentale perché ci consente di conoscere in modo approfondito le criticità idrauliche della rete minore, costituita da corsi d’acqua pubblici, canali e fossi privati, reti di fognatura bianca e tombinamenti urbani. Al tempo stesso ci fornisce gli elementi necessari per programmare interventi mirati ed efficaci. I due bacini di laminazione non rappresentano un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Si è iniziato a collaborare anche con altri enti, nella consapevolezza che la gestione delle acque è un tema che va oltre i confini comunali. In questa direzione desidero richiamare il progetto ‘Svolta Blu’, sviluppato con Viacqua: un piano finalizzato al risparmio idrico e all’infiltrazione in falda, con una potenziale funzione anche di laminazione in occasione degli eventi meteorologici estremi.

Inoltre, a breve dovrebbe essere sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Consorzio di Bonifica e i Comuni di Santorso, Schio, Marano Vicentino, Malo e Villaverla per lo studio idraulico del torrente Rio, che attraversa i territori dei Comuni citati. L’obiettivo è chiarire le criticità del torrente e valutare futuri interventi volti a prevenire esondazioni che, in particolare a Schio, comportano diverse problematiche nella zona industriale”.

 

 Durante la serata sono stati presentati anche i due grandi interventi strutturali già finanziati. Nel luglio 2025 il Comune ha destinato l’intero avanzo disponibile di bilancio – 1.426.730 euro – alla realizzazione dei due bacini di laminazione, senza attendere contributi esterni.

 

BACINO DI LAMINAZIONE – LOC. ASTE (TORRENTE CAUSSA)

Capacità di invaso: circa 10.000 metri cubi

Funzione: intercettare le piene del torrente Caussa con sistemi di deviazione delle portate, e restituzione controllata alla rete

Costo lavori: circa 400.000 euro — Costo complessivo progetto: 600.000 euro

Progettista: GeoBi di Vicenza (progetto di fattibilità tecnico economica in corso)

Progetto di fattibilità tecnico economica: entro 30 settembre 2026 — Progetto esecutivo: entro 31 marzo 2027

Lavori: autunno 2027 – fine prevista primavera 2028

Contemporaneamente il Servizio Forestale sta progettando una briglia filtrante a monte per bloccare detriti e ghiaia prima del bacino di laminazione

 

BACINO DI LAMINAZIONE – SS. TRINITÀ (VIA MASO DALLA VECCHIA)

Capacità di invaso: circa 3.300 metri cubi

Localizzazione: area verde tra via Maso dalla Vecchia e via dei Nogarola

Costo lavori: circa 400.000 euro — Costo complessivo progetto: 600.000 euro

Inizio cantiere: primavera 2027 — Fine cantiere: autunno 2027

Progetto di fattibilità tecnico economica: già redatto a marzo 2026 da GeoBi di Vicenza

L’incarico include la progettazione: vasca per materiale flottante nel fossato Caussa (via dei Vigna) per bloccare eventuali rami e alberature a monte del tratto tombinato

Nel frattempo, è già stata completata la manutenzione straordinaria del tombinamento della Valle Caussa Boldoro nel tratto da via dei Vigna a via SS. Trinità (149.000 euro), con lavori ultimati nei primi mesi del 2026.

Nella  foto un momento della serata di presentazione del Piano Acque

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