Non si placa il dibattito sulla possibile riapertura di via Fogazzaro, a Schio. Anzi, la mobilitazione dei residenti del quartiere si fa sempre più ampia e organizzata. A testimoniarlo è la lettera inviata all’assessore ai Lavori Pubblici e, per conoscenza, al sindaco Cristina Marigo, con cui un gruppo di cittadini chiede formalmente il mantenimento della chiusura della strada. Non è la prima volta che i residenti chiedono ascolto e stavolta, ci sperano.
Il documento prende le mosse dalla raccolta firme promossa nelle ultime settimane, nata come risposta all’iniziativa del consigliere di minoranza Alex Cioni (FdI), che aveva depositato in Comune circa 200 firme a favore dell’apertura, raccolte nell’arco di un anno. Numeri che, secondo i residenti, sono stati rapidamente superati: «In una sola settimana – scrivono gli abitanti, capitanati da Franco Maitan e Cristina Smiderle – le firme a favore del mantenimento della chiusura hanno raggiunto quota 500, più del doppio di quelle protocollate per la riapertura». Un risultato che i promotori definiscono «chiaro e inequivocabile» e che li ha spinti a sospendere temporaneamente la raccolta, confidando che l’Amministrazione comunale ne prenda atto prima di procedere con decisioni definitive. Nella lettera, infatti, si fa riferimento a comunicazioni già inviate ad alcuni residenti, secondo cui l’apertura di via Fogazzaro sarebbe prevista per metà febbraio e concomitante con la sperimentazione viabilistica per raggiungere la zona dietro al duomo.
Al centro della protesta ci sono le ricadute sulla qualità della vita del quartiere e del centro cittadino. I cittadini contestano l’ipotesi che via Fogazzaro con l’inversione anche di Largo De Pretto, diventi un asse di scorrimento per il traffico proveniente da Santa Croce, SS Trinità e in parte dalla zona industriale, diretto verso il centro di Schio e via San Giovanni Bosco, aggirando il cosiddetto “cono di luce”. Uno scenario che, secondo i residenti, comporterebbe un peggioramento sensibile delle condizioni ambientali e di sicurezza: aumento dell’inquinamento atmosferico, incremento della rumorosità a tutte le ore, crescita della velocità di transito di auto, moto, furgoni e camion, con un rischio maggiore per pedoni, bambini e anziani che oggi vivono in un’area quasi pedonalizzata. Non mancherebbero, inoltre, i problemi di sicurezza stradale agli incroci e i continui incolonnamenti su via Marconi, soprattutto negli orari legati alle attività scolastiche e sportive dei Salesiani.
Nella lettera viene evidenziato anche un ulteriore aspetto: i costi che la riapertura comporterebbe per l’adeguamento della viabilità, dei sensi di marcia e per la sistemazione dell’incrocio tra Largo De Pretto, via San Giovanni Bosco e via Marconi. Un investimento che, secondo i cittadini, potrebbe essere evitato mantenendo la situazione esistente o adottando sperimentazioni dai costi più contenuti.
«Riteniamo inaccettabile – scrivono – stravolgere negativamente la vita del quartiere e del centro cittadino al solo fine di ridurre di pochi minuti i tempi di percorrenza dei veicoli». Da qui la richiesta di un incontro urgente con l’assessore ai Lavori Pubblici per ribadire le proprie ragioni prima che la decisione diventi irreversibile.
La vicenda di via Fogazzaro si conferma così uno dei nodi più delicati del dibattito sulla viabilità cittadina: da un lato le esigenze di scorrimento del traffico, dall’altro la tutela della salute, della sicurezza e della vivibilità urbana. Una partita che, alla luce dei numeri messi sul tavolo dai residenti, difficilmente potrà essere ignorata.
di Redazione AltovicentinOnline