Controlli insufficienti, personale in calo e un aumento drammatico degli incidenti sul lavoro. È un quadro preoccupante quello denunciato dal consigliere regionale di opposizione Carlo Cunegato, che oggi in Commissione Sanità ha puntato il dito contro la gestione della prevenzione negli ambienti di lavoro in Veneto, con particolare riferimento all’Ulss 7 Pedemontana.
La Relazione Socio Sanitaria 2025 certifica infatti un dato definito “allarmante”: lo Spisal (Servizio di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’Ulss 7 Pedemontana controlla solo il 4,6% delle imprese del territorio, restando sotto la soglia minima nazionale del 5%. Una percentuale che colloca l’Ulss al secondo peggior posto in Veneto. Un risultato negativo che, secondo Cunegato, è la diretta conseguenza della progressiva riduzione del personale: dagli attuali 11 operatori si passerà a soli 8 a partire dal mese di marzo.
Una situazione che si inserisce in un contesto regionale già fortemente critico. Secondo l’ultimo report Inail, riferito ai primi undici mesi del 2025, in Veneto gli infortuni sul lavoro sono aumentati del 2,6%, passando da 64.690 a 66.396. Ancora più grave il dato sulle vittime: le morti sul lavoro sono salite da 72 a 104, con un incremento del 44,4%. “Numeri gravissimi – ha sottolineato Cunegato – che richiedono un intervento immediato”.
Il consigliere ha richiamato anche il Piano strategico regionale 2025-2027, che prevede un incremento minimo del 10% del personale Spisal rispetto al 2023. “Sta accadendo l’esatto contrario – ha denunciato –: organici ridotti, tecnici che lasciano il servizio e dirigenti ancora in formazione, con evidenti ricadute sull’efficacia dei controlli”.
A peggiorare ulteriormente il quadro, secondo Cunegato, contribuiscono i nuovi criteri introdotti dalla DGR 911/2024, che legano gli incentivi economici allo straordinario. “Per ottenere il premio bisogna fare più ore – ha spiegato –: una scelta assurda, che appesantisce il carico di lavoro di chi resta e non rende certo più attrattivo il servizio per nuovi tecnici”.
Da qui l’appello alla Regione Veneto affinché corregga le attuali distorsioni e investa in modo serio e strutturale sulla sicurezza sul lavoro, garantendo risorse, personale stabile e condizioni adeguate per chi è chiamato a prevenire gli incidenti. “Per dare piena attuazione al Piano strategico – ha concluso Cunegato – serve un cambio di rotta immediato. Non si può continuare ad accettare che nel 2026 si muoia ancora di lavoro”.
di Redazione AltovicentinOnline