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Thiene. Caso Kaabouri, Benetti si schiera con Michelusi: “Ora si dimetta, non più episodi occasionali”

Mentre il protagonista preferisce la linea del silenzio e non ha rilasciato dichiarazioni alla stampa, la vicenda di Alaeddine Kaabouri torna ad agitare la politica thienese con un fiume in piena di reazioni. Dopo i messaggi pubblicati sui social dal consigliere comunale di Alleanza Verdi e Sinistra a sostegno di Youssef Siher, il sindaco Gianantonio Michelusi ne ha chiesto le dimissioni. Una posizione che trova ora il sostegno di Manuel Benetti, consigliere comunale della Lista Civica Benetti Sindaco – Noi per Thiene, che richiama la necessità di tutelare la credibilità delle istituzioni e invita Kaabouri a lasciare il proprio incarico.

Non è  la prima volta che le dichiarazioni pubbliche di Kaabouri provocano tensioni con il primo cittadino e reazioni da parte delle forze politiche.

La prima bufera e la revoca delle deleghe

Il precedente risale alla fine di dicembre 2025, quando Kaabouri, allora consigliere delegato alle Politiche giovanili, all’Integrazione e alle Politiche agricole, aveva espresso sui social solidarietà a Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei palestinesi in Italia, arrestato nell’ambito di un’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas.

Le sue dichiarazioni avevano provocato dure reazioni da parte del centrodestra, con richieste di revoca delle deleghe. Il sindaco Michelusi aveva inizialmente chiesto un chiarimento, sottolineando la necessità di verificare la permanenza di una condivisione degli obiettivi dell’amministrazione.

Il 30 dicembre 2025 era quindi arrivata la decisione: Michelusi aveva revocato a Kaabouri tutte le deleghe, motivando il provvedimento con il venir meno del rapporto di fiducia necessario per svolgere quelle funzioni. Le competenze sulle Politiche giovanili erano state affidate al consigliere Andrea Dal Bianco, quelle sull’Integrazione all’assessora Anna Maria Savio, mentre le Politiche agricole erano rimaste al sindaco.

Successivamente, nel febbraio 2026, Kaabouri aveva lasciato la lista civica Èqua Thiene, con cui era stato eletto, per aderire ad Alleanza Verdi e Sinistra.

Il nuovo caso: la solidarietà a Youssef Siher

A riaccendere la polemica sono stati, nell’ottobre 2026, alcuni messaggi pubblicati da Kaabouri in solidarietà a Youssef Siher, trentenne fermato e indagato nell’ambito dell’inchiesta milanese sul cosiddetto «Movimento 17 ottobre». Nei suoi interventi, il consigliere ha criticato quella che considera una repressione del dissenso e ha richiamato il diritto dei giovani a manifestare e a contestare il potere. Le dichiarazioni hanno suscitato reazioni anche a livello nazionale, con il vicepremier Matteo Salvini che ne ha chiesto le dimissioni. Michelusi ha ribadito la propria posizione, ricordando il precedente della revoca delle deleghe e precisando di essersi attivato presso le autorità competenti in relazione alle nuove esternazioni.

Resta fermo che le responsabilità eventualmente contestate nell’ambito delle indagini spettano all’autorità giudiziaria e che la presunzione di innocenza deve essere rispettata. Il confronto politico riguarda invece le posizioni pubblicamente espresse dal consigliere e la loro compatibilità, secondo i suoi critici, con il ruolo istituzionale ricoperto.

Benetti: «Non è più sufficiente parlare di episodi occasionali»

È in questo contesto che interviene Manuel Benetti, che prende atto della richiesta di dimissioni avanzata dal sindaco e richiama anche quanto accaduto nel dicembre scorso. «Quando determinati comportamenti si ripetono, non è più sufficiente considerarli episodi occasionali. Diventa inevitabile interrogarsi sulla compatibilità tra certe prese di posizione e la responsabilità istituzionale che deriva da un mandato elettivo», afferma il consigliere. Benetti precisa di non voler alimentare contrapposizioni personali o trasformare la vicenda in uno scontro ideologico. Il punto, sostiene, riguarda la responsabilità di chi siede in Consiglio comunale e rappresenta un’intera comunità, un ruolo che richiede equilibrio, consapevolezza e rispetto delle istituzioni.

Nel suo intervento, il consigliere distingue inoltre la libertà di espressione dalla responsabilità politica. «Nessuno intende sostituirsi alla magistratura. Ma esiste una responsabilità politica che non può essere ignorata, soprattutto quando dichiarazioni pubbliche rischiano di compromettere la credibilità delle istituzioni», sottolinea.

Benetti ricorda quindi la mozione presentata dalla Lista Civica Benetti Sindaco – Noi per Thiene insieme alla Lega-Liga Veneta, con la quale viene formalmente sollecitato un passo indietro di Kaabouri. L’obiettivo, afferma, non sarebbe limitare il dissenso, ma aprire un confronto nelle sedi istituzionali sulla permanenza del consigliere nel proprio ruolo.

La richiesta di dimissioni e il nodo politico

Benetti riconosce che le dimissioni sono una scelta personale e che nessun Consiglio comunale può imporle a un rappresentante democraticamente eletto. Ritiene tuttavia che chi ricopre un incarico pubblico debba interrogarsi sull’opportunità politica di proseguirlo quando le proprie dichiarazioni diventano motivo di una frattura istituzionale. «Le istituzioni non appartengono a chi temporaneamente le rappresenta. Appartengono ai cittadini», conclude.

La nuova polemica riporta così al centro del dibattito cittadino il rapporto tra libertà di espressione, responsabilità politica e rappresentanza istituzionale. Per Kaabouri, che ha già perso le deleghe conferitegli dal sindaco e ha successivamente cambiato collocazione politica, si apre un nuovo confronto sul proprio ruolo in Consiglio comunale. La richiesta di dimissioni, avanzata da Michelusi e sostenuta da Benetti, resta al momento un appello politico: la decisione di lasciare il seggio spetta al consigliere.

M.L.

 

Thiene. Caso Kaaboouri. Avs: “Non siamo tutti Youssef”. Michelusi: “Si dimetta” – AltoVicentinOnline

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