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Thiene. “Il movimento di Vannacci cresce”, Kaabouri: “Migranti benvenuti, fascisti no”

La città di Thiene, a pochi giorni dalla cerimonia per la medaglia d’argento alla Resistenza, è tornata al centro del dibattito politico locale. Due iniziative, distanti per contenuti e linguaggi, hanno animato il fine settimana, mettendo in evidenza una comunità attraversata da sensibilità diverse.

Da una parte il banchetto di Futuro Nazionale – Comitato Costituente 683, che ieri ha registrato una partecipazione continua di cittadini. Il referente territoriale, Enrico Santini, ha parlato di «risultato oltre ogni aspettativa», citando quasi trenta nuove adesioni e numerose firme raccolte sulla proposta dedicata alla sicurezza. «C’è una parte crescente di popolazione che vuole confrontarsi e costruire un’alternativa concreta per il territorio e la nazione», ha affermato. Il movimento rivolge anche un ringraziamento alle Forze dell’Ordine per il supporto logistico e annuncia nuove iniziative nelle prossime settimane.

A fare da contraltare, alcune ore dopo, la protesta contro il banchetto associato alle posizioni del generale Roberto Vannacci, presenza che ha suscitato una reazione immediata da parte di attivisti e cittadini antifascisti. Tra le voci più critiche quella di Alaeddine Kaabouri, consigliere comunale di Avs,  che ha denunciato come «schifosa» la presenza di un presidio che, nelle sue parole, «ripesca termini come remigrazione», considerata un eufemismo per politiche di esclusione. Kaabouri ha rivendicato un messaggio opposto: «Migranti benvenuti, fascisti no. Nessun essere umano è illegale». L’attivista ha inoltre riferito della presenza della Digos, che avrebbe monitorato da vicino il gruppo di osservatori: una circostanza da lui definita «preoccupante», soprattutto in contrasto – sostiene – con «lo spazio pubblico concesso a chi alimenta paura e divisioni».

L’incrocio tra le due iniziative restituisce l’immagine di una Thiene vivace e politicamente attiva, dove temi come accoglienza, sicurezza e identità continuano a generare discussione. Un confronto che, per ora, resta acceso ma civile, in una fase in cui la città sembra interrogarsi sul proprio presente e sulla direzione che intende prendere.

di redazione AltovicentinOnline

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