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Thiene. Kaabouri contro sindaco e Zorzan: “Accusato di manifestazione non autorizzata, chiarisca pubblicamente”

È destinato a riaccendere il confronto politico in Consiglio comunale l’intervento del consigliere Alaeddine Kaabouri, che ha scritto al presidente del Consiglio comunale, al sindaco e a tutti i componenti dell’assemblea per chiedere un chiarimento su quanto accaduto durante l’ultima seduta.

Al centro della contestazione c’è la risposta del sindaco a un’interrogazione presentata dallo stesso Kaabouri e riguardante i controlli serali effettuati personalmente dal primo cittadino sul territorio comunale.

Secondo quanto riferisce il consigliere, nel corso della discussione il sindaco avrebbe aggiunto alla risposta un riferimento estraneo all’oggetto dell’interrogazione, affermando: «Dovrei farla io un’interrogazione invece su contro manifestazioni non autorizzate», per poi aggiungere: «Lei sa bene di cosa parlo». Parole che Kaabouri giudica particolarmente gravi, ritenendo che il riferimento fosse rivolto direttamente alla sua persona e potesse lasciare intendere un suo coinvolgimento nell’organizzazione di una presunta manifestazione non autorizzata.

Il consigliere respinge però categoricamente questa ricostruzione e, nella lettera inviata agli amministratori, ribadisce di non aver organizzato alcuna contromanifestazione. Kaabouri precisa inoltre che, qualora il riferimento fosse alla passeggiata della sicurezza del 17 settembre 2026, egli vi avrebbe partecipato «come cittadino e come consigliere comunale», in modo pacifico.

Da qui la richiesta di distinguere il confronto politico dalle questioni personali. Secondo Kaabouri, un’interrogazione consiliare dovrebbe ricevere una risposta attinente all’argomento affrontato e non trasformarsi in un’occasione per rivolgere «accuse, allusioni o insinuazioni personali» nei confronti di un consigliere nell’esercizio del proprio mandato.

Nella sua lettera il consigliere riconosce che il confronto politico possa essere anche duro e che le sue posizioni possano essere «criticate, contestate e contrastate». Quello che contesta è invece l’utilizzo, a suo giudizio, di riferimenti che potrebbero incidere sulla sua immagine e sul suo ruolo istituzionale.

«Non è, a mio avviso, una questione di maggioranza o opposizione. È una questione di rispetto istituzionale, correttezza e dignità delle persone», scrive Kaabouri, chiedendo che il confronto all’interno dell’aula consiliare rimanga rispettoso dei ruoli e delle persone.

Il consigliere rivolge quindi una richiesta precisa al sindaco: chiarire e ritirare pubblicamente quanto affermato e presentare le proprie scuse nel corso del prossimo Consiglio comunale, precisando che Kaabouri non ha organizzato la contromanifestazione alla quale, secondo il consigliere, sembravano riferirsi le parole pronunciate in aula.

Un’altra richiesta viene indirizzata al presidente del Consiglio comunale, chiamato, secondo Kaabouri, a garantire il rispetto delle prerogative dei consiglieri e delle regole del confronto istituzionale.

«Il rispetto istituzionale non può essere richiesto soltanto ai consiglieri: deve valere per tutti, a partire da chi rappresenta l’intera città», sottolinea il consigliere nella lettera.

Kaabouri definisce infine quanto accaduto una «grave caduta di stile istituzionale» e auspica che possa arrivare un chiarimento pubblico, così da evitare che situazioni analoghe si ripetano in futuro. La vicenda, dunque, potrebbe tornare al centro del prossimo Consiglio comunale, dove il consigliere chiede che venga chiarito pubblicamente il significato delle dichiarazioni pronunciate durante la precedente seduta.

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