Quattro anni che racconta con descrizione di cantieri, sfide e trasformazioni per la città di Thiene. Il sindaco Michelusi traccia un bilancio del mandato, portati a termine e una visione amministrativa che punta su sicurezza, servizi e qualità della vita. Nell’intervista affronta anche i momenti più complessi, il rapporto con i cittadini e le prospettive future, senza sciogliere ancora le riserve su una possibile ricandidatura. Sullo sfondo, il confronto con il territorio, da Malo a Schio, in un contesto in continua evoluzione.
Sindaco Michelusi, ci vuole tracciare un breve bilancio di questi quattro anni intensi di mandato?
Guardo con soddisfazione alla nuova palestra di via San Gaetano, un’opera che siamo riusciti a completare nonostante un aumento dei costi di circa due milioni di euro, dovuto anche all’impennata dei costi energetici a seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina. Penso poi alle grandi opere finanziate dal PNRR che siamo riusciti a portare a termine rispettando i tempi molto stretti imposti dal legislatore; in particolare nei prossimi mesi i cittadini avranno l’opportunità di ammirare da vicino la straordinaria e accurata riqualificazione di Palazzo Cornaggia e soprattutto essere fruitori protagonisti di uno spazio che a vario titolo sarà a disposizione della collettività. Prenderà il via inoltre a brevissima riqualificazione della stazione dei bus, vera porta virtuale dell’accoglienza di una popolazione scolastica che ammonta a più di 4.200 studenti che ogni giorno frequentano gli istituti thienesi.
In tema di riqualificazione non posso inoltre tralasciare il recente avvio del procedimento volto a dare nuova vita all’impianto natatorio di Thiene, che risale agli anni ’70, sia mediante importanti interventi migliorativi sia mediante l’offerta di nuove opportunità e servizi agli utenti. Sono stati numerosi anche gli interventi sugli edifici pubblici, lavori forse meno visibili nell’immediato, ma fondamentali. Mi riferisco, ad esempio, agli interventi sulla sede storica municipale o alle scuole Scalcerle, indispensabili per garantire sicurezza e per tutelare il patrimonio della città.
Un altro passo importante riguarda l’Ambito Territoriale Sociale, di cui Thiene è ente capofila, che sta per addivenire al suo status giuridico autonomo e che rappresenta un’evoluzione significativa nell’organizzazione dei servizi socio-sanitari alla popolazione. Abbiamo inoltre rilanciato Villa Fabris affidando la realizzazione di un progetto di valorizzazione all’associazione temporanea Villa Fabris Bene Comune, dando così nuova vita a uno dei luoghi simbolo della città. Sono orgoglioso anche delle tante iniziative realizzate nel sociale, nello sport, nella cultura e nell’istruzione, senza dimenticare la promozione dell’aeroporto che lo scorso settembre ci ha regalato l’indimenticabile air show delle Frecce Tricolori.
Infine, il prossimo conferimento alla città della Medaglia d’Argento al Valor Militare, previsto per fine aprile, sarà un evento memorabile che avrò l’onore di vivere come Sindaco di questa meravigliosa città.
Cosa rifarebbe e va orgoglioso e di cosa si è pentito?
È una grande soddisfazione essere riusciti a portare a termine le opere pubbliche finanziate con il PNRR, un risultato non scontato visto che non tutti i Comuni sono riusciti a rispettare tempi e procedure così stringenti.
Ricordo inoltre la partenza del cantiere per il collegamento tra la Nuova Gasparona e il casello dell’autostrada A31, la riqualificazione della stazione degli autobus che sta per prendere avvio e l’ingresso nella fase operativa dei lavori di riqualificazione e ammodernamento delle piscine di Thiene. Un segnale molto positivo arriva anche dal grande rilancio della Stagione di Prosa, da sempre fiore all’occhiello della città, che oggi sta vivendo una nuova e splendida fioritura, con un aumento degli abbonamenti e numerosi spettacoli sold out. Fondamentale è stata inoltre la collaborazione con la Prefettura, la Questura e le Forze dell’Ordine per l’organizzazione dei controlli straordinari interforze, che sono ormai diventati appuntamenti periodici molto importanti per la deterrenza e il presidio del territorio. Vorrei poi sottolineare il rafforzamento dello spirito di squadra all’interno del Municipio, anche grazie a una maggiore attenzione al welfare aziendale, con alcune misure che ho ritenuto doverose nei confronti degli oltre 150 dipendenti comunali.
Se devo indicare un rimpianto, forse riguarda il fatto di non essere sempre riuscito a spiegare fino in fondo alcune scelte o alcuni percorsi. Nell’amministrazione pubblica spesso si decide in contesti complessi e con tempi molto stretti, e col senno di poi si capisce che a volte sarebbe servito più tempo per condividere e comunicare meglio le decisioni. Rimane però la convinzione di aver sempre agito con serietà e con l’obiettivo di fare il bene della comunità.
Cosa Le chiedono i cittadini per strada quando la incontrano?
I cittadini sono giustamente molto sensibili ai temi della qualità della vita, ed è importante che mantengano standard di giudizio severi e richiestivi, sinonimo di una comunità attenta e partecipativa. Molte delle segnalazioni che riceviamo vanno proprio in questa direzione: riguardano l’attenzione alla cura della città e suggeriscono misure di miglioramento dei servizi. Talvolta, però, non è semplice conciliare esigenze e aspettative con le regole della pubblica amministrazione e talvolta con le disponibilità di risorse economiche. Il compito dell’amministrazione è proprio quello di cercare un equilibrio, tenendo sempre come riferimento l’interesse generale della comunità.
Si sente un sindaco amato dai thienesi?
Prima di tutto mi sento onorato di essere il Sindaco dei thienesi che significa saper ascoltare con responsabilità e disponibilità. Non mi chiedo mai se mi sento “amato”, ma mi chiedo ogni giorno se i thienesi si sentano davvero ascoltati e rispettati dalla mia amministrazione.
Ciò che mi interessa è sapere che i cittadini si fidano del lavoro che stiamo portando avanti. L’affetto lo percepisco comunque ogni giorno: negli incontri per strada, nei momenti di dialogo. È un calore umano che mi dà la carica per affrontare con serietà e impegno ogni giornata.
Qual è stato il momento più difficile di questi 4 anni e come lo ha superato?
Superare le difficoltà è un compito a cui è chiamato ogni sindaco. Ogni momento difficile è legato a un problema, e ogni problema ha la sua dignità e merita la ricerca di una soluzione. Ciò che differenzia un problema da un altro è il suo grado di priorità.
È risaputo che la sua giunta non è caratterizzata dall’armonia interna e molti raccontano che date le urla tra le due assessore, è stato necessario fare le riunioni di giunta nell’aula consiliare, come ha fatto a tenere unita la squadra date le forti personalità femminili?
Dialogo costruttivo e contradditorio non significa mancanza di armonia e, a onore di cronaca, non ci sono mai state sedute di Giunta svoltesi in sala consiliare.
In questi giorni il suo collega Moreno Marsetti ha spiazzato tutti dichiarando che non si ricandiderà, nonostante il suo fortissimo favore popolare a Malo, cosa ne pensa? E Lei cosa farà?
Una ricandidatura è, prima di tutto, una scelta personale. Per quanto mi riguarda, in questi quattro anni il ruolo di Sindaco ha richiesto un impegno molto intenso, che ha inevitabilmente coinvolto anche la mia famiglia; è giusto, quindi, che anche questo aspetto entri nella mia riflessione. Non nego che questi anni siano stati molto formativi, regalandomi una crescita umana, relazionale e competenziale. Resta comunque il fatto che la candidatura a Sindaco richiede grande responsabilità, allo stesso modo, verso me stesso, verso la mia famiglia e verso l’intera cittadinanza.
Al di là della stanchezza perché fare il primo cittadino non è cosa facile ed è risaputo, perché sarebbe importante un secondo mandato?
Il secondo mandato è importante quanto il primo, per potermi mettere nuovamente a disposizione della cittadinanza con la stessa energia e lo stesso impegno con cui mi sono presentato ai thienesi quattro anni fa.
Se decidesse di non ricandidarsi, avrebbe una figura alternativa su cui scommettere?
È una domanda forse un po’ prematura. In politica, come nella vita, le scelte maturano con il tempo: è un po’ come quando si semina un campo, non sempre si sa subito quale pianta crescerà più forte. Quello che conta è che il terreno sia fertile e che ci siano persone disponibili a prendersi cura della comunità con impegno, responsabilità e dedizione a tempo pieno.
Quanto la fa arrabbiare quando la definiscono un sindaco di sinistra? Lei si sente più di destra o di sinistra?
Non è una definizione che mi fa arrabbiare, ma credo non rappresenti la mia storia. Sono sempre stato un uomo di Centro e il mio percorso politico lo conferma. Ho sempre cercato di interpretare il ruolo amministrativo con uno spirito di servizio, mettendo al primo posto l’interesse della città e non le etichette ideologiche.
Un’altra cosa che la fa arrabbiare è quando si mette in discussione la sicurezza di Thiene, come se dipendesse direttamente da Lei: perché?
La sicurezza di Thiene mi sta molto a cuore e credo che le misure adottate in questi anni lo dimostrino chiaramente. I dati della Prefettura evidenziano che sul territorio non vi sono criticità in termini di sicurezza oggettiva; tuttavia, ritengo fondamentale garantire anche il benessere dei cittadini sotto il profilo della sicurezza percepita.
È in questa direzione che lavoro da quattro anni: ho costruito una solida rete di collaborazione con tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio; in accordo con la Polizia Locale ho potenziato il sistema di videosorveglianza, sostenendone i costi; ho avviato l’iter per il controllo di vicinato e, personalmente, mi impegno a girare per la città, in orari e luoghi diversi, per verificare direttamente eventuali situazioni che richiedono attenzione.
Cosa pensa di quanto sta accadendo a Schio?
Ogni città ha le proprie dinamiche e le proprie sensibilità, e non ritengo corretto esprimere giudizi su realtà amministrative diverse dalla nostra. Da Sindaco sono concentrato soprattutto su Thiene e sul lavoro da fare per la nostra comunità.
N.B.