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Thiene. Nuova bufera su Kaabouri: Lega e Forza Italia chiedono le dimissioni. Tonello chiama in causa Michelusi

La richiesta della Lega di Thiene è inequivocabile: dimissioni del consigliere, chiarimenti del sindaco Michelusi e una posizione ufficiale del Consiglio comunale.

Nuova polemica politica a Thiene attorno ad Alaeddine Kaabouri, consigliere comunale di Alleanza Verdi e Sinistra, dopo alcuni post pubblicati domenica 25 ottobre sui social network in sostegno di Youssef Siher, ricercatore e giornalista freelance di 30 anni, arrestato nell’ambito di un’indagine della Procura di Milano relativa ai disordini legati alle manifestazioni del 17 e 18 ottobre.

La vicenda ha innescato una dura reazione da parte del centrodestra, con richieste di dimissioni e critiche rivolte alla posizione assunta dal consigliere. Tra gli interventi più netti figurano quelli del leader della Lega Matteo Salvini, della sottosegretaria Mara Bizzotto e dei parlamentari vicentini di Forza Italia Erik Pretto e Pierantonio Zanettin. Ma la più dura è la presa di posizione della Lega di Thiene, che attraverso il segretario di sezione Cristian Tonello chiama direttamente in causa anche il sindaco Giampi Michelusi e l’intero Consiglio comunale.

Kaabouri: «Essere indagati non significa essere colpevoli»

Nei messaggi pubblicati online, Kaabouri ha contestato quello che considera un processo mediatico anticipato, richiamando la presunzione di innocenza e il diritto di manifestare il dissenso. Siher è indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e per violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe coinvolto nella gestione dei canali social del «Movimento 17 ottobre», nato in seguito ai disordini di Milano.

Il consigliere ha sostenuto che la partecipazione alle manifestazioni, la libertà di organizzarsi e la critica al potere costituiscano diritti fondamentali. Nel suo intervento ha inoltre richiamato l’attenzione sul disagio di una parte dei giovani, citando precarietà, disuguaglianze e mancanza di prospettive. Una posizione che ha immediatamente riacceso lo scontro politico. Il centrodestra contesta infatti l’opportunità di esprimere solidarietà in una vicenda che riguarda accuse particolarmente gravi, mentre Kaabouri richiama il principio secondo cui le responsabilità penali devono essere accertate dalla magistratura.

Matteo Salvini ha duramente criticato la scelta del consigliere thienese, sostenendo che, dopo le violenze e i danneggiamenti avvenuti a Milano, chi ricopre un incarico istituzionale dovrebbe schierarsi dalla parte dei cittadini, dei commercianti e delle Forze dell’Ordine.

Il leader leghista ha definito la presa di posizione di Kaabouri una «vergogna per chi rappresenta le istituzioni», arrivando a chiedere le sue dimissioni.

Sulla stessa linea Mara Bizzotto, sottosegretaria vicentina della Lega, che ha richiamato il precedente del dicembre 2025, quando Kaabouri aveva manifestato solidarietà a Mohammad Hannoun, arrestato con l’accusa di finanziare Hamas.

Anche i parlamentari vicentini di Forza Italia Erik Pretto e Pierantonio Zanettin hanno giudicato la vicenda incompatibile con le responsabilità di un rappresentante pubblico, chiedendo che il consigliere lasci il proprio incarico.

La Lega di Thiene: «Il silenzio non è accettabile»

A intervenire è ora anche la Lega di Thiene, con una dichiarazione firmata dal segretario di sezione Cristian Tonello. Il partito considera la vicenda una questione politica e istituzionale che, a suo giudizio, non può essere minimizzata né lasciata senza risposte. «Chi siede nelle istituzioni ha il dovere di difendere lo Stato italiano, la legalità e le Forze dell’Ordine, non di offrire sostegno a chi è sospettato di condotte sovversive contro le istituzioni stesse», afferma Tonello.

La Lega chiede al consigliere di chiarire pubblicamente la propria posizione e di rassegnare le dimissioni. Ma l’intervento non si ferma a Kaabouri: nel mirino finiscono anche il sindaco Giampi Michelusi e l’intero Consiglio comunale, ai quali viene chiesto di uscire dal silenzio e assumere una posizione esplicita.

«Tacere di fronte a interrogativi così rilevanti significa lasciare i cittadini senza le risposte che meritano», sostiene il segretario leghista.

Tonello ribadisce quindi la richiesta di dimissioni e sollecita una presa di posizione dell’amministrazione, affermando che le istituzioni devono dimostrare con chiarezza il proprio sostegno alla legalità e alle Forze dell’Ordine.

Il precedente Hannoun e la revoca delle deleghe

La nuova bufera mediatica  riporta alla memoria quanto accaduto nel dicembre 2025, quando Kaabouri era già finito al centro di una forte polemica per le sue dichiarazioni su Mohammad Hannoun. In seguito a quella vicenda, il sindaco Giampi Michelusi aveva deciso di revocargli le deleghe, in una fase segnata da tensioni politiche e critiche nei confronti del consigliere. L’episodio aveva avuto un’ampia eco mediatica, rendendo Kaabouri uno dei protagonisti più controversi del dibattito politico cittadino. Ora, a distanza di alcuni mesi, il caso Siher riapre lo scontro e porta la Lega a chiedere non soltanto un passo indietro del consigliere, ma anche una presa di posizione pubblica del primo cittadino e dell’assemblea comunale.

La vicenda solleva così due questioni distinte: da un lato, la responsabilità politica di chi ricopre un incarico pubblico e il significato delle sue dichiarazioni; dall’altro, il rispetto della presunzione di innocenza per le persone coinvolte in procedimenti giudiziari.

Le accuse contestate a Siher dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Sul piano politico, intanto, la pressione su Kaabouri cresce e il caso rischia di riaprire una frattura già emersa nei mesi scorsi all’interno del dibattito cittadino.

Resta da vedere se e come l’amministrazione risponderà alle sollecitazioni dell’opposizione.

di redazione AltovicentinOnline

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