La mozione è stata respinta in consiglio comunale, ma a Thiene la questione della Cittadella dello Sport non sembra destinata a chiudersi con quel voto. Giulia Scanavin, consigliera di minoranza di FdI, torna infatti sulla discussione del 23 settembre e annuncia un nuovo possibile passaggio: sottoporre agli organismi competenti le criticità che, a suo giudizio, emergono dal quadro gestionale e amministrativo del Parco Sud. Al centro della mozione, cassata dal parlamentino thienese, c’erano la posizione della Nuova Domus Veneta, gli obblighi previsti dalla convenzione, l’attuale gestione degli impianti e il futuro delle aree comunali che, secondo gli accordi, dovrebbero essere trasferite al concessionario.
In aula il confronto
La discussione si è sviluppata attraverso la relazione dell’assessore Maino, che ha ricostruito la situazione della Cittadella dello Sport e il quadro amministrativo legato al Parco Sud, soffermandosi sui rapporti con il concessionario e sulle prospettive per la gestione degli impianti. Scanavin ha ribadito i dubbi contenuti nella mozione, chiedendo in particolare di chiarire quale sia oggi il titolo giuridico della gestione, quali obblighi gravino ancora su Nuova Domus Veneta e quale sarà il destino delle aree comunali previste in cessione. Il confronto ha quindi messo a fuoco due posizioni differenti: l’amministrazione ha difeso il percorso seguito e le valutazioni in corso, mentre la consigliera di minoranza ha insistito sulla necessità di arrivare a una definizione formale della situazione. Al termine si è passati al voto e la mozione è stata respinta.

Scanavin: “Il silenzio dice qualcosa”
Dopo il voto, Scanavin torna all’attacco. E interpreta il mancato confronto puntuale sul testo della mozione come un elemento politicamente significativo. “Quando la maggioranza e la giunta scelgono di non replicare a un testo tecnicamente puntuale e documentato-afferma-raramente ciò è riconducibile al semplice disinteresse”. Secondo la consigliera, una replica avrebbe potuto costringere l’amministrazione a confrontarsi con una delle due conseguenze che definisce “sgradite”: riconoscere l’esistenza di una gestione, a suo dire, di fatto non conforme agli obblighi previsti oppure assumere la necessità di aprire formalmente un contenzioso con il concessionario.
“La questione resta agli atti”
La consigliera punta poi proprio sulla documentazione prodotta in consiglio. «”l testo integrale della mozione e l’esito della votazione entrano comunque a far parte della documentazione della seduta”, sottolinea Scanavin aggiungendo: “chiunque, in futuro, dovesse ricostruire e analizzare la vicenda troverà quindi una traccia formale del fatto che il consiglio e la giunta erano stati puntualmente informati delle criticità di natura contrattuale e patrimoniale evidenziate nella mozione”. Da qui la sua conclusione politica: con il voto contrario, sostiene la consigliera, “la maggioranza e il sindaco hanno quindi assunto una precisa responsabilità politica rispetto alla scelta di mantenere l’attuale gestione”.
Ora la palla passa agli organismi competenti
Scanavin precisa però di non voler anticipare conclusioni che spettano ad altri. Il passaggio più significativo delle sue nuove dichiarazioni riguarda infatti l’intenzione di portare la vicenda fuori dal confronto politico. “Nel momento in cui vengo a conoscenza di fatti che ritengo possano presentare profili di irregolarità, non posso ignorarli né limitarmi a una contrapposizione politica” e annuncia che sottoporrà le circostanze agli enti e agli organismi competenti “affinché siano questi, nelle sedi proprie, a effettuare le necessarie verifiche e ad accertare eventuali responsabilità. Lo farò con senso di responsabilità, senza pregiudizi e senza anticipare conclusioni che spettano esclusivamente agli organi competenti”.
di Redazione AltovicentinOnline