Sul tema del rincaro delle rette nelle strutture residenziali per anziani, il Sindaco di Thiene, Giampi Michelusi, interviene direttamente nel dibattito regionale per dare voce alle preoccupazioni dei Comuni e dei cittadini: «Sento il dovere di intervenire in questo dibattito perché occorre pensare prioritariamente a proteggere le famiglie e a non far gravare interamente su di esse il peso economico e sociale dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Dietro ogni retta c’è una storia fragile e una scelta complessa: un eventuale aumento di 150 euro al mese non è un semplice adeguamento contabile, ma un impatto concreto che rischia di travolgere i bilanci familiari. Non possiamo accettare che il punto di equilibrio del sistema venga cercato sulle spalle degli ospiti e delle loro famiglie. La prospettiva di ulteriori aumenti nelle case di riposo venete richiede una risposta tempestiva e condivisa. L’allarme lanciato dai gestori, che ipotizzano rincari di almeno cinque euro al giorno in assenza di adeguati sostegni, evidenzia una criticità che riguarda sia la sostenibilità economica delle strutture sia l’accessibilità dei servizi. Non si tratta di creare una contrapposizione tra famiglie e case di riposo: agli operatori va riconosciuto il valore del lavoro svolto e le strutture devono poter garantire standard elevati, personale qualificato e continuità assistenziale. La qualità dell’assistenza e la sostenibilità dei costi devono tuttavia camminare di pari passo, senza essere messe l’una contro l’altra».
La questione impatta direttamente, infatti, anche le Amministrazioni comunali.
«A Thiene – aggiunge il Sindaco – è attivo il servizio di integrazione delle rette destinato a chi non dispone di risorse sufficienti: quando la retta aumenta, cresce di conseguenza la pressione sugli interventi di sostegno comunali. Il rischio concreto è che un problema di finanziamento dell’intero sistema sociosanitario venga trasferito sui bilanci delle famiglie e dei Comuni, i quali non possono diventare il soggetto chiamato a compensare ogni squilibrio, pena la difficoltà nel rispondere agli altri bisogni sociali del territorio. Il recente confronto promosso dalla Regione il 2 settembre a Mestre, focalizzato sulla riforma della non autosufficienza, la gestione delle liste d’attesa e il rafforzamento della collaborazione tra ULSS, Ambiti territoriali sociali e strutture, rappresenta un primo passo utile che va proseguito. Tuttavia, alla visione strategica e alla programmazione di lungo periodo devono accompagnarsi risposte immediate per contrastare l’emergenza odierna. Alle famiglie e ai gestori servono certezze su quali interventi verranno adottati, con quali risorse e in quali tempi per prevenire nuovi rincari. Ritengo fondamentale rafforzare l’assistenza domiciliare, i servizi diurni e il sostegno ai caregiver familiari, tenendo presente che tali soluzioni non possono essere sempre e comunque un’alternativa al ricovero: quando la residenzialità si rende necessaria, la risposta deve essere appropriata e finanziariamente sostenibile».
«Non chiediamo di scegliere tra la tenuta delle case di riposo e la tutela delle famiglie; chiediamo che le istituzioni lavorino per garantire entrambe, – conclude il Sindaco -. La non autosufficienza non può diventare un’emergenza privata da affrontare con le sole risorse di una pensione o di una famiglia: è una responsabilità pubblica e una misura concreta della capacità di una Comunità di prendersi cura delle persone nei momenti di maggiore fragilità».