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Thiene. Scarpellini parte da giovani e sicurezza. E alla maggioranza viene servito l’aperitivo dell’imbarazzo

Giovanni Scarpellini rompe il ghiaccio e, dopo aver annunciato la corsa alla poltrona di sindaco di Thiene, nella suggestiva cornice di Villa Fabris lancia un tema che, nella sua idea di città, ha un peso preciso: giovani e sicurezza. Ma alla presentazione c’è anche un dettaglio che non passa inosservato: ‘l’aperitivo dell’imbarazzo’, con l’assessore Marina Maino e il consigliere di maggioranza Carlo Gecchelin presenti ad ascoltare e, alla fine, a brindare con il candidato. Scarpellini parte da un problema concreto: il bullismo nelle scuole e quei giovani che, con atteggiamenti arroganti e prepotenti, talvolta al limite della violenza, riescono a trasformare una passeggiata in centro, un passaggio in stazione o una sosta al parco in un motivo per abbassare lo sguardo, affrettare il passo o cambiare strada. Ma non solo. Parla anche di ambiente e sviluppo del territorio.

“Una città dove nessuno debba avere paura”
La sicurezza è inevitabilmente il punto di partenza: è stata parte centrale del suo lavoro, prima come ufficiale dei carabinieri poi come comandante di polizia locale. Ma sarebbe riduttivo leggere la sua proposta come un semplice ritorno alla logica del controllo. Ma non solo. Non telecamere come risposta a tutto e non soltanto pattuglie quando ormai qualcosa è accaduto. “Il concetto è più ampio: prevenire, presidiare, educare” spiega, aggiungendo: ” intervenire sui giovani prima che certi comportamenti diventino normalità”. Al centro c’è il ‘sistema di sicurezza urbana integrato’, che dovrebbe vedere il Comune protagonista e il sindaco nel ruolo di coordinamento. Ma dietro questa definizione, che potrebbe sembrare burocratica, Scarpellini mette un’idea molto concreta: la sicurezza deve cominciare dalla prevenzione e dalla presenza, non dall’emergenza. E soprattutto deve cominciare dai giovani.

Bulli e aguzzini tra i giovani. “A scuola per arrivare prima che sia troppo tardi”
Uno dei passaggi più interessanti della proposta riguarda infatti le scuole. Scarpellini immagina di coinvolgere insegnanti in servizio e anche insegnanti in pensione, persone con formazione ed esperienza, affinché possano costruire un programma capillare da portare nelle scuole medie e superiori di Thiene. “L’obiettivo è arrivare nelle classi, una per una, con un vero e proprio programma a tappeto. Insomma, non un incontro occasionale o a spot, ma un percorso strutturato e programmato” ribadisce Scarpellini, aggiungendo: “un percorso nel quale parlare ai ragazzi di rispetto, responsabilità e vita civile”. Perché certi comportamenti non diventano pericolosi soltanto quando sfociano nella violenza, “cominciano molto prima”, quando la prepotenza viene considerata normale, quando l’arroganza viene scambiata per forza, quando umiliare un compagno diventa un gioco e quando chi assiste preferisce voltarsi dall’altra parte. È questo uno degli aspetti più netti della proposta. “Il progetto sarebbe rivolto a tutti i ragazzi: alle potenziali vittime e ai potenziali aguzzini-spiega ancora. Ai primi per spiegare quali strumenti hanno per difendersi, a chi rivolgersi e come chiedere aiuto, ai secondi per ricordare che ogni comportamento ha un limite e che, superato quel limite, arrivano le responsabilità”.Per riuscirci, però, serve una collaborazione vera tra Comune e istituzioni scolastiche. E Scarpellini dice chiaramente di voler dare ai volontari il massimo sostegno dell’amministrazione, auspicando che anche le scuole facciano la loro parte per permettere al progetto di raggiungere tutti i ragazzi.

Ex agenti ed ex carabinieri a presidiare la città
Il secondo elemento del progetto è la presenza fisica sul territorio. Scarpellini propone di creare un gruppo di volontari, iscritti in un apposito albo comunale, chiamati a garantire la propria presenza nelle fasce orarie più delicate e nei luoghi considerati più sensibili. “Penso alla stazione delle corriere, alla stazione dei treni, i parchi: quelle aree, insomma, definite ‘sensibili'”. Non si tratterebbe di persone improvvisate, ma di volontari, “una quarantina al momento” che porterebbero con sé una preparazione maturata attraverso precedenti esperienze professionali, in particolare nelle forze dell’ordine e nella vigilanza. “L’idea è quella di una presenza riconoscibile e di prossimità, soprattutto nelle ore nelle quali la città rischia di essere maggiormente esposta a comportamenti molesti o prevaricatori-aggiunge ancora il candidato Scarpellini- Non si tratta di sostituire le forze dell’ordine, ma di presidiare la città”. Il punto è importante, perché il compito di questi volontari sarebbe quello di esserci, osservare, prevenire, segnalare e rappresentare un punto di riferimento: Una presenza adulta nei luoghi dove spesso i giovani si incontrano e dove possono nascere situazioni problematiche. Una presenza che, nelle intenzioni di Scarpellini, dovrebbe funzionare anche come deterrente, perché una città completamente vuota, quando cala la sera, lascia inevitabilmente spazio a chi pensa di poter fare quello che vuole.

La città che Scarpellini vuole restituire ai cittadini. “Basta all’abbassare lo sguardo per paura”
Ed è qui che la proposta sulla sicurezza si collega direttamente alla qualità della vita. Scarpellini lo dice con un’immagine semplice, quasi elementare.” Vorrei che ragazzi e ragazze, anziani e anziane potessero vivere la città senza abbassare lo sguardo, senza affrettare il passo e senza essere costretti a cambiare strada”.  È una frase che fotografa un problema molto più ampio della semplice criminalità, perché la sicurezza urbana non riguarda soltanto chi commette un reato:  riguarda anche chi, pur non essendo mai stato aggredito, comincia a evitare un parco, una piazza, una strada o una stazione perché non si sente tranquillo. “Ed è proprio questa  libertà quotidiana di vivere gli spazi pubblici che voglio mettere al centro” rimarca Scarpellini.

E poi arriva ‘l’aperitivo dell’imbarazzo’
Ma se parte del programma è il primo elemento politico, la fotografia è forse un’altra. A Villa Fabris, mentre Scarpellini presenta la propria candidatura, ci sono anche l’assessore Marina Maino e il consigliere di maggioranza Carlo Gecchelin. Ascoltano, osservano e  alla fine non disdegnano nemmeno l’aperitivo offerto ai presenti. Nulla di scandaloso, sia chiaro:partecipare a un incontro pubblico e ascoltare un candidato non è certo un reato. Ma è una scena che fa riflettere, soprattutto se la si guarda attraverso la lente di quanto accaduto nel 2023, quando l’addio di Scarpellini al comando della Polizia Locale aveva provocato polemiche e interrogazioni da parte delle opposizioni in consiglio comunale. Allora, però, dalla maggioranza non arrivò esattamente una levata di scudi in sua difesa. Nessuna particolare battaglia politica, nessuna presa di posizione capace di lasciare il segno. Oggi, invece, eccoli lì: ad ascoltare il candidato, a seguirne le parole e, alla fine, a condividere persino il brindisi. La politica, si sa, può avere una memoria sorprendentemente elastica: talmente tanto da riuscire, a distanza di pochi anni, a brindare insieme a chi, quando avrebbe avuto bisogno di una parola in più, non ne aveva ricevuta nemmeno una.

Ambiente: “Gli alberi non sono un fastidio da gestire”
Il caldo, per Scarpellini, non è più soltanto un problema meteorologico. È anche una questione urbanistica. Una città fatta di asfalto, cemento, superfici impermeabili e poco ombreggiate rischia infatti di amplificare gli effetti delle estati sempre più calde. Da qui una delle idee più nette del programma: gli alberi non sono arredo urbano, ma infrastrutture ambientali. Certo, un grande albero costa e richiede manutenzione. Ma scegliere piante incapaci di produrre ombra solo per risparmiare sulla gestione, sostiene Scarpellini, significa semplicemente rinunciare alla loro funzione. La proposta punta quindi su più verde, depavimentazione e superfici capaci di accumulare meno calore. Perché, in sostanza, se vogliamo che Thiene sia vivibile anche tra venticinque anni, la città va progettata oggi pensando già al clima di domani.

Sviluppo del territorio: “Le regole devono governare la città, non bloccarla”
Altro capitolo, altro terreno decisamente meno spettacolare ma fondamentale: il governo del territorio. Scarpellini propone una revisione coordinata del Piano degli interventi, delle norme tecniche e del Regolamento edilizio, con un obiettivo preciso: meno norme obsolete, sovrapposizioni e rigidità e più regole chiare e tempi prevedibili. Perché quando le regole diventano un labirinto di varianti e interpretazioni, anche trasformare ciò che già esiste diventa complicato. L’idea è quindi quella di favorire il recupero degli immobili e la trasformazione della città esistente, superando la logica delle modifiche episodiche. La sintesi sta tutta in una frase: “Le regole urbanistiche devono governare le trasformazioni, non impedirle”. Una sfida che, se tradotta in pratica, significa chiedersi non soltanto come amministrare la Thiene di oggi, ma quale Thiene costruire per domani.

L’ex comandante  ha rotto il ghiaccio. Ora tocca agli altri
Scarpellini, almeno, qualche carta l’ha già messa sul tavolo. Non ha presentato tutto il programma e non ha ancora rivelato tutto, ma ha scelto da dove partire:  ha scelto un terreno che conosce professionalmente e sul quale sarà difficile liquidarlo con qualche slogan elettorale. Adesso toccherà agli altri candidati e all’attuale maggioranza, in questi suoi ultimi mesi di governo a Thiene ,spiegare quale sia la propria idea di sicurezza e di prevenzione. Perché ascoltare un candidato è facile, brindare con lui è ancora più facile, ma dare risposte ai cittadini, invece, è tutta un’altra storia.

Paola Viero

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