«Per quattro anni ci siamo sentiti ripetere che Thiene era una città tranquilla, che il problema sicurezza era soprattutto una questione di percezione e che i casi segnalati erano episodi isolati. Adesso, improvvisamente, la sicurezza entra nei post social del sindaco e diventa un tema da raccontare e valorizzare. Ma poi che fa? Si loda e si imbroda da solo? Se guardate i i suoi post si può solo mettere il like e non criticare, ma stiamo scherzando? All’attacco c’è Enrico Santini, leader di Futuro Nazionale Thiene, una delle sezioni che ha fatto boom di iscrizioni in Veneto e che mette nel mirino il sindaco Giampi Michelusi. In particolare, il cambio di comunicazione dell’Amministrazione sul tema della sicurezza, che non è sfuggito. Qualcuno lo ha attribuito alla discesa in campo dell’ex comandante della Polizia Locale Giovanni Scarpellini, ma per Santini ci sarebbe a prescindere una sorta di malafede dopo le recenti dichiarazioni di non volersi più ricandidare. “Ma a chi la vuole dare a bere? Gli pare che siamo tutti dei deficienti? Prima dichiara che non vuole fare il secondo mandato e poi fa quei post autocelebrativi in cui si capisce perfettamente che è entrato nel pieno di una campagna elettorale”.
Santini, che cosa vi colpisce dell’ultimo intervento del sindaco, perchè così tanto risentimento?
Guardi, ci fa piacere vedere il sindaco accanto alla Polizia Locale. Gli agenti vanno rispettati, ringraziati e sostenuti, perché svolgono ogni giorno un lavoro importante e spesso difficile. Ma una domanda ci viene spontanea: se oggi il sindaco sente la necessità di sottolineare quanto sia importante presidiare il territorio e conoscere il lavoro della Polizia Locale, significa che finalmente riconosce che a Thiene un problema di sicurezza esiste? Perché per gran parte del mandato abbiamo ascoltato una narrazione molto diversa: Thiene tranquilla, problemi ridimensionati, episodi isolati, sicurezza ricondotta spesso alla cosiddetta “percezione”. Anzi, guai anche ai giornali che osavano solo raccontare un fatto di cronaca alla città: ce n’era anche per loro a suon di vendette puerili.
Quindi secondo voi il sindaco ha cambiato posizione?
Ci sembra evidente un cambio di tono. E la tempistica è quantomeno interessante. Ci avviciniamo alle elezioni e, guarda caso, la sicurezza sembra diventare improvvisamente un tema centrale della comunicazione del sindaco. La domanda che poniamo è semplice: la sicurezza è diventata una priorità perché il problema è finalmente riconosciuto oppure perché siamo entrati nella fase della campagna elettorale? Perché se il problema esiste oggi, allora dobbiamo chiederci perché per anni sia stato minimizzato. Se invece non esisteva, perché oggi dedicargli così tanta attenzione?
Nel vostro comunicato parlate anche di alcune segnalazioni ricevute dai cittadini…
Esatto. E questo è il punto che riteniamo fondamentale. I cittadini devono poter segnalare situazioni che ritengono meritevoli di attenzione, senza trasformarsi in investigatori e senza lanciare accuse. Per esempio, abbiamo notato in tarda serata una situazione in un piccolo parcheggio di via Marconi che, a nostro avviso, meriterebbe un controllo. Non facciamo accuse e non spetta certamente a noi stabilire se ci siano comportamenti illeciti. Segnaliamo una situazione: saranno le autorità competenti, se lo riterranno opportuno, a verificare.
Lo stesso vale per le recenti segnalazioni relative a un possibile giro di droga nella zona di San Vincenzo: sono i cittadini che vedono, osservano e segnalano. E questo dovrebbe essere considerato un contributo alla sicurezza, non un fastidio. Invece, il sindaco di Thiene lo ha considerato un fastidio e se qualcuno si permetteva di raccontare subiva ripercussioni di ogni tipo, anche telefonate a casa.
Qual è allora la vostra critica all’Amministrazione?
Che una città non si governa raccontando soltanto ciò che funziona bene. Le fotografie con gli agenti, le visite, le iniziative e i post celebrativi vanno bene. Ma la città reale è anche quella delle persone che segnalano problemi, fanno domande e avanzano critiche. Ed è proprio qui che vediamo una contraddizione. . Ci chiediamo: se si vuole davvero ascoltare la città, perché consentire il “mi piace” e impedire il confronto attraverso i commenti? Un cittadino può applaudire, ma non può intervenire. Può mettere un cuore o un pollice in su, ma non può raccontare un’esperienza diversa da quella rappresentata nel post. È davvero questo il modo in cui un’Amministrazione ascolta i cittadini? Il consenso sui social è certamente più semplice da gestire di un confronto pubblico. Ma amministrare significa anche accettare che qualcuno possa dire: “Non sono d’accordo”. Questo significa non sapere accettare le critiche ed è veramente ridicolo.
E’ inutile che faccia quei post autcelebrativi, nessuno ha nulla da rimproverare agli uomini e alle donne che lavorano sul territorio. Anzi, vanno ringraziati. Con le risorse, gli uomini e i mezzi disponibili non è certamente semplice controllare ogni zona e ogni situazione. La sicurezza non può essere scaricata sulle Forze dell’Ordine. Servono attenzione politica, prevenzione, ascolto dei cittadini e una presenza costante sul territorio. Michelusi non può fare lo sceriffo e dovrà rispondere di scelte fatte in passato, che gli addetti ai lavori non hanno dimenticato. I suoi post possono ingannare quattro cittadini che lo adulano per simpatia personale senza domandarsi se sia veramente giusto che un primo cittadino non accetti le critiche costruttive.
Pensate che la sicurezza possa diventare uno dei temi della prossima campagna elettorale?
Non abbiamo dubbi. E probabilmente sentiremo parlare sempre di più di sicurezza man mano che ci avvicineremo al voto. Ma proprio per questo poniamo una domanda al sindaco Michelusi: perché soltanto adesso? Per quattro anni abbiamo sentito parlare di una Thiene sostanzialmente tranquilla. Oggi vediamo una crescente attenzione alla sicurezza, alla presenza sul territorio e al lavoro della Polizia Locale. Non contestiamo l’importanza di queste iniziative. Contestiamo la possibile incoerenza di una comunicazione che sembra cambiare proprio quando si avvicina l’appuntamento elettorale.
Qual è quindi il messaggio che Futuro Nazionale vuole mandare ai cittadini?
Di continuare a segnalare. Di non avere paura di porre domande. Perchè in questi anni qualcuno ha avuto paura di un sindaco che ti telefona a casa se scrivi un post contro di lui sui social. Che ti convoca addirittura in Comune intimidendo chi non ha la forza di reagire. Di chi teme ripercussioni. Noi continueremo a parlare anche delle situazioni che non finiscono nei post celebrativi e nelle fotografie istituzionali. Perché amministrare una città significa anche ascoltare chi critica, non soltanto chi mette “mi piace”. E soprattutto significa avere il coraggio di riconoscere i problemi quando emergono, non soltanto quando diventa politicamente conveniente parlarne.
di Redazione AltovicentinOnline