Una Lega che vuole incidere nelle prossime amministrative, ma che soprattutto vuole tornare a dialogare con i cittadini e far “innamorare” nuovamente chi ha perso la “fede” nell’ultimo decennio, tra scelte sbagliate, poca incisività e la solitudine di chi ha rinnovato la tessera.
Cambio al vertice della sezione cittadina della Lega. È Cristian Tonello il nuovo segretario della Lega-Liga Veneta di Thiene, eletto nel corso del congresso che si è svolto l’altra sera. Insieme a lui è stato nominato il nuovo direttivo, composto da Andrea Busin, Michele Pesavento e Alberto Pasqualon.
Si tratta di quattro leghisti doc, che non solo ci credono ancora, ma credono che un cambiamento sia possibile. Tonello non ha ancora 30 anni, ma vanta un curriculum di tutto rispetto ed è ancora fresca la sua candidatura alle regionali, dove ha dimostrato di avere numeri e consensi.
Basta parlarci per constatare che è un giovane brillante, che non si esprime come quei leghisti che ormai sembrano sbiadite macchiette del panorama politico, capaci soltanto di ripetere slogan anacronistici che nulla hanno a che fare con i problemi dei cittadini. Il suo realismo non è soltanto sinonimo dell’autorevolezza di chi saprà farsi ascoltare, ma anche di quell’umiltà che deve avere un vero leader, consapevole che senza una squadra e senza fare cordata non si va da nessuna parte.
Tonello ha ringraziato il commissario uscente Ivan Storti, che ha guidato e supportato la sezione durante i mesi precedenti al congresso, oltre ai militanti e ai sostenitori che hanno appoggiato la sua candidatura unitaria.
“È difficile non riconoscere il calo dei consensi registrato dal partito. Da qui la volontà di cambiare passo e rimettere al centro il rapporto con il territorio”.
Cristian Tonello è l’emblema del fatto che essere giovani non è un limite e appartiene a quella generazione, la stessa del presidente della Regione Alberto Stefani, che può portare nuovi stimoli a una società in continuo cambiamento. L’obiettivo dichiarato è quello di riportare la sezione a essere un punto di riferimento non soltanto per Thiene, ma anche per i comuni dell’Alto Vicentino. Sul tavolo ci sono già le prossime scadenze elettorali, a partire dalle amministrative e dalle politiche del 2027. A Thiene, questa volta, ha promesso, non si faranno scelte soltanto per partecipare, ma per tornare a contare nei palazzi e ai tavoli in cui si decidono le sorti delle persone.
«Non prometto miracoli. Prometto presenza, ascolto, lavoro e impegno», ci tiene a precisare. Sul nome del centrodestra da designare come candidato sindaco non si sbottona, anche se, sulla linea di Matteo Golo, referente di Fratelli d’Italia per Thiene, ritiene necessario andare uniti, mettendo da parte individualismi ed egoismi che hanno portato soltanto a batoste alle urne.
«Dialogherò con Matteo Golo, ma anche con Forza Italia, perché stavolta essere uniti è necessario. Troveremo una sintesi ascoltandoci, valutando e scegliendo il nome vincente. Sono stato appena nominato e devo iniziare la fase del confronto, che per me è imprescindibile. Andrea Busin finora ha fatto opposizione, costretto a lavorare in gruppo perché era solo come Lega. Da oggi in poi, però, avrà un partito alle spalle, una Lega che vuole tornare a essere quella che era un tempo».
Cosa pensa di Thiene?
«Credo che sia un faro per l’Alto Vicentino, una città che deve tornare a contare, che sta scivolando in un progressivo declino che i cittadini non meritano. Occorre ascoltare la gente, il bisogno di sicurezza, non fingere che i problemi non esistano. Ma occorre tornare a dialogare anche con il mondo associativo e con quello sportivo.
Soprattutto, basta con le frasi fatte che colpiscono la gente, ma non la convincono ad andare a votare. A Thiene manca una progettualità ed è un peccato enorme, perché ha un tessuto commerciale e imprenditoriale vivo, con un’economia che la politica deve saper ascoltare.
Ripeto: non prometto miracoli, ma il mio sarà un impegno serio, per il quale ci metto la faccia perché ci credo veramente».
di Redazione AltovicentinOnline