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Venerdì a Thiene “La caduta”, quando finì la Balena bianca, Il saggio di Andrea Vezzaro sulla diaspora democristiana 

Ricostruire, con lo sguardo ravvicinato della cronaca, gli ultimi anni della Democrazia Cristiana e la dispersione del suo universo politico e culturale. È l’obiettivo de “La caduta. Cronache sulla diaspora democristiana 1993-1995”, il libro di Andrea Vezzaro, , insegnante di lettere all’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Aulo Ceccato” di Thiene, pubblicato da Ronzani Editore, che verrà presentato alle 17:30 nella Sala Riunioni della Biblioteca Civica di Thiene dallo stesso autore.

L’opera ricostruisce, sulla base delle fonti disponibili, il passaggio dall’ultima segreteria di Mino Martinazzoli alla nascita del Partito Popolare Italiano, seguendo poi le successive rotture interne e la dispersione dei filoni democristiani in più soggetti politici.

Vezzaro non legge la fine della Dc come un crollo improvviso, ma come l’esito di un lungo processo: crisi del sistema dei partiti, referendum elettorali, Tangentopoli, fine della Guerra fredda, trasformazione complessiva del quadro politico italiano. Nell’intervista rilasciata in occasione della presentazione alla Regione Veneto , l’autore sottolinea come le cause della caduta siano anteriore al 1994 e come, fra il 1993 e il 1995, “tutti i nodi giunsero al pettine”. Ne emerge non solo la cronaca dello scioglimento formale di un partito, ma il racconto del crollo di un’intera cultura politica, quella di mediazione e di equilibrio che aveva retto la Prima Repubblica.

Un lavoro d’archivio, non un libro nostalgico

L’editore Giulio Rizzato mette l’accento sul metodo: «Il libro è rigoroso, costruito attingendo a documenti e archivi della Democrazia Cristiana». Ronzani rivendica così la scelta di pubblicare un’opera che approfondisce le vicende del più grande partito italiano del Novecento, capace di segnare per decenni la storia politica nazionale. E ricorda un luogo comune spesso citato: «Si dice che in Veneto si è democristiani per ius soli». Proprio il Veneto, sottolinea, è uno dei contesti in cui il ruolo della Dc fu più determinante: per questo la ricostruzione di Vezzaro chiama anche oggi alla discussione politica sui programmi e sulle culture di governo. Lo stesso autore chiarisce la natura del suo lavoro: «Non è un libro argomentativo, né di memorie, né tantomeno nostalgico. È un volume che cerca di mettere assieme i fatti storici».

Vezzaro racconta di aver lavorato su fonti giornalistiche e memorialistiche e di aver attinto all’«immenso patrimonio audio di Radio Radicale» per restituire quei tre anni decisivi, in cui un partito che era stato “architrave del sistema” entra in una crisi irreversibile. A trent’anni di distanza, sostiene, è finalmente possibile analizzare quegli avvenimenti con maggiore oggettività, “senza spirito di parte”.

In questo quadro, il libro di Vezzaro si propone come strumento di memoria e di analisi, lontano da nostalgie ma attento a restituire la complessità di una transizione che ha chiuso una stagione e aperto una lunga fase di frammentazione. Capire come finì la “Balena bianca”, suggerisce il saggio, significa capire anche molte delle fragilità della politica italiana di oggi.

di Redazione AltovicentinOnline

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