Che cosa significa oggi parlare di pace? E come la si costruisce, concretamente? Da queste domande è partito il percorso che ha portato una ventina di studenti delle scuole del territorio di Schio fino all’Archivio storico di Palazzo del Bo, a Padova. Qui, nei giorni scorsi, è stato firmato lo Statuto del Parlamento Mondiale della Gioventù: una dichiarazione di intenti scritta proprio dai ragazzi.
Il progetto è stato promosso dal CIRFDI – Centro Internazionale di Ricerca e Formazione per il Dialogo Interculturale – e dal PES – Parlamento Europeo degli Studenti, in collaborazione con il Comune di Schio. Un anno di lavoro dedicato ai temi della pace, del dialogo tra i popoli e del futuro delle nuove generazioni. Nell’ultimo mese la tappa scledense si è svolta al Faber Box. Ragazze e ragazzi hanno incontrato relatori di rilievo: il reporter Rai Matteo Pietrobelli, il professor Michele Di Cintio, Lino Breda, Antonio Plebani e Giuseppe Lagreca, in particolare sul fronte dei diritti umani. Al centro degli incontri le grandi questioni internazionali, lo sguardo critico sul presente e il ruolo dei giovani nella società di domani.
La firma a Padova è arrivata alla presenza del professor Marco Mascia, presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” e titolare della Cattedra UNESCO “Diritti umani, democrazia e pace” dell’Università di Padova. Accanto al CIRFDI e al Parlamento Europeo degli Studenti c’erano anche i rappresentanti del Parlamento Africano degli Studenti, nato di recente dalla collaborazione tra il CIRFDI e alcune università del Marocco.
Per il Comune di Schio era presente l’assessore alle Politiche giovanili Milva Scortegagna, che afferma: “Questi ragazzi non sono stati semplici destinatari di un progetto, ma autori di un documento che guarderà ben oltre i confini della nostra Città. In un momento in cui le notizie dal mondo parlano soprattutto di conflitti, vederli discutere di pace con coetanei di altri Paesi è un segnale di speranza. Ai giovani non basta essere ascoltati: serve dare loro spazio e strumenti per capire e sviluppare senso critico, per questo, come amministrazione, continueremo a sostenere occasioni di incontro e di dialogo internazionale come questa”. La firma dello Statuto è stato un passaggio fondamentale di questo percorso che ha messo gli studenti al centro. Sono stati loro, durante la formazione, a elaborare i principi e i valori che guideranno il nuovo Parlamento Mondiale della Gioventù.