Una storia personale che diventa occasione di incontro e di ascolto. Tra le iniziative dell’edizione di quest’anno di Space Invaders, il contenitore di iniziative culturali per e con i giovani promosso dal Comune di Schio, arriva “E che morire serve anche a rinascere”. È la mostra d’arte astratta della giovane artista Angela Tartaglia, giunta alla sua terza edizione. Attraverso colori, schizzi e forme, racconta un viaggio adolescenziale fatto di dolore, fragilità e crolli, ma anche di cambiamento e rinascita. Ingresso libero al Faber Box venerdì 23 ottobre dalle 18.30.
Il programma di venerdì 23 ottobre prevede due momenti, aperti a tutta la cittadinanza. Alle 18.30, allo Studio Box al primo piano del Faber Box, si terrà la visita guidata alla mostra insieme all’artista. Dalle 19 ci si sposterà al Meeting Box per una serata di dialogo aperto sul disagio emotivo giovanile, con la psicologa e psicoterapeuta Michela Romano e Angela Tartaglia. Non sarà un incontro solo da ascoltare: i partecipanti saranno coinvolti in un’attività esperienziale, usando le mani e la materia per dare forma alle proprie emozioni. Quest’anno la mostra entra anche nelle scuole. Insieme alla psicologa Sofia Toniolo, l’artista proporrà laboratori ad alcune classi di una scuola superiore di Schio. Attraverso gli albi illustrati e l’espressione artistica, ragazze e ragazzi avranno uno spazio per riconoscere le proprie emozioni e scoprire che chiedere aiuto non è mai un segno di debolezza.
“Per tanto tempo ho cercato un modo per dare voce a ciò che stavo passando, e ci riuscivo solo dipingendo”, racconta AngelaTartaglia. “Oggi quella storia è diventata un modo per incontrare gli altri. Rinascere non significa cancellare ciò che è stato, ma imparare a portarlo con sé in modo diverso. Se anche una sola persona riuscirà a sentirsi meno sola, tutto questo avrà un significato ancora più grande”. Commenta l’assessore alle Politiche giovanili, Milva Scortegagna: “Vedere tanti ragazzi lottare in silenzio con la propria sofferenza emotiva è un dolore che non possiamo ignorare. Voglio ringraziare di cuore Angela per il coraggio eccezionale e la generosità nel mettere a nudo il suo percorso: trasformare il proprio dolore in un dono per gli altri è un gesto bellissimo. La sua voce, affiancata da quella degli esperti, vuole essere una mano tesa verso i giovani, i genitori e gli insegnanti, per dire a chiunque si senta nel buio che non è solo e che chiedere aiuto non è mai un segno di debolezza, ma il primo passo per tornare a fiorire. Space Invaders nasce prima di tutto per questo: per essere un abbraccio accogliente, un luogo sicuro dove ogni ragazzo possa sentirsi ascoltato, capito e libero di raccontarsi, anche nelle fragilità più profonde.”