Lo ha afferrato e lo ha lanciato nel vuoto da un’altezza di circa quattro metri, la caduta non gli ha lasciato scampo. È morto così Pepe, un meticcio di 13 anni, cardiopatico e di appena 4 kg. La sua storia da Udine – dove è accaduto il fatto – sta facendo il giro dei social, indignando proprietari di animali e non. Secondo quanto ricostruito, il cagnolino passeggiava con la sua padrona nel giardino condominiale dove abitavano. Pepe – che era senza guinzaglio – si sarebbe avvicinato a un bambino piccolo per annusarlo quando il papà (un vicino di casa), temendo un’aggressione al piccolo, lo ha afferrato e lanciato nel vuoto. Il meticcio è precipitato dall’area che si affaccia sui parcheggi privati del condominio ed è morto dopo ore di agonia.
DOMANI UNA MANIFESTAZIONE A UDINE
La vicenda ha cominciato a circolare dopo la segnalazione su Facebook dell’attivista per i diritti degli animali Enrico Rizzo, il quale ha lanciato una manifestazione che si terrà proprio nell’area condominiale dove è avvenuto il fatto domani 23 gennaio.
L’OIPA DENUNCIA E SI COSTITUISCE PARTE CIVILE
“L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) condanna con fermezza l’accaduto, rendendo noto che procederà con denuncia nei confronti del responsabile e con la costituzione di parte civile nel processo penale, al fine di ottenere condanna”, si legge in una nota. “L’OIPA continuerà a seguire la vicenda e interverrà in tutte le sedi competenti perché sia fatta piena giustizia per Pepe. Non vi è alcuna attenuante che possa legittimare una condotta violenta di questa portata, totalmente irrispettosa nei confronti della vita”, conclude la nota.
“Un gesto crudele e gratuito nei confronti di un animale indifeso. Non ci sono giustificazioni per quanto è accaduto a Pepe, che – vista la stazza e l’età non poteva assolutamente rappresentare un pericolo. L’OIPA chiede giustizia”, scrive il presidente di OIPA Italia, Massimo Comparotto. Fa eco a queste parole la dichiarazione di LNDC Animal Protection: “Noi non resteremo in silenzio. Ci batteremo fino in fondo affinché venga fatta giustizia. Perché chi compie un gesto così grave deve risponderne. Perché questa non è solo la storia di un cagnolino anziano. È la storia di una violenza che non può essere minimizzata, giustificata, dimenticata“.