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Per la Regione Veneto cani e gatti non sono solo animali ma parte di famiglia

La Regione del Veneto rafforza il proprio impegno nella tutela degli animali d’affezione con l’istituzione di un nuovo fondo regionale da 150mila euro, pensato per sostenere canili, gattili e associazioni che operano sul territorio. La misura è stata inserita nell’ultimo bilancio approvato e si colloca all’interno di un percorso più ampio dedicato alla prevenzione del randagismo e alla promozione del benessere animale.

A comunicarlo è la consigliera regionale Rosanna Conte (Lega – LV), che in una nota sottolinea come «la tutela degli animali sia indice di civiltà» e rappresenti una priorità politica da portare avanti con strumenti concreti. Secondo Conte, il nuovo fondo permetterà di potenziare le attività di accoglienza, cura, prevenzione e informazione, oltre a incentivare le adozioni consapevoli e favorire campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.

La consigliera evidenzia anche il ruolo del presidente della Regione, Alberto Stefani, che avrebbe sostenuto con forza l’emendamento da cui ha preso avvio l’iniziativa. «Cani e gatti non sono soltanto animali domestici, ma membri delle famiglie», afferma Conte, rimarcando la necessità di un sostegno strutturale alle realtà che si occupano quotidianamente della loro protezione.

Accanto al fondo, Conte annuncia l’intenzione di proporre alcune modifiche alla legge regionale 69 del 1993 sugli animali d’affezione. Tra i temi su cui intervenire: l’affidamento dei cani maltrattati, la gestione dei cani morsicatori, le procedure per il furto, lo smarrimento e il ritrovamento degli animali, l’accesso degli animali alle strutture sanitarie e gli aspetti legati al percorso funerario.

L’obiettivo dichiarato è modernizzare e rendere più efficace il quadro normativo regionale, puntando a una «convivenza equilibrata» tra persone e animali e promuovendo una cultura del rispetto che vada oltre le emergenze. «Abbiamo scelto strumenti strutturali per responsabilità, sensibilizzazione e rispetto», conclude Conte, definendo questo intervento solo l’inizio di un percorso più ampio.

di Redazione AltovicentinOnline

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