Da inizio maggio sono già 90 i cuccioli di capriolo messi in salvo nei prati. Un risultato frutto della collaborazione tra cacciatori, agricoltori e ambientalisti, impegnati ogni mattina in una corsa contro il tempo per evitare che i piccoli vengano travolti dalle falciatrici durante lo sfalcio dell’erba. Accade in Veneto, prima regione in Italia ad adottare questa tecnica, nel bellunese.
Nei primi giorni di vita i caprioletti restano immobili tra la vegetazione, affidandosi al mimetismo per sfuggire ai predatori. Una strategia che, però, li rende invisibili anche agli agricoltori.Per individuarli entrano in azione i droni dotati di termocamere, che sorvolano i campi alle prime luci dell’alba. Grazie alle immagini termiche i volontari, circa una ventina, localizzano i piccoli e li segnalano agli agricoltori in modo da evitare il passaggio nel luogo dove il cucciolo si trova.
di Redazione AltovicentinOnline