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Processionaria: perché è pericolosa soprattutto per i cani e come difendersi

Con l’arrivo della primavera torna anche uno dei rischi più temuti da chi vive all’aria aperta con il proprio cane: la processionaria del pino, nome scientifico Thaumetopoea pityocampa. Un insetto apparentemente innocuo, ma che nella sua fase larvale rappresenta una minaccia concreta per animali e persone.

Negli ultimi anni, complice l’aumento delle temperature, la sua presenza si è fatta sempre più precoce: se un tempo compariva tra marzo e aprile, oggi non è raro imbattersi nei bruchi già a febbraio.

Un insetto che diventa pericoloso da bruco

La processionaria attraversa quattro fasi di vita — uovo, larva, crisalide e farfalla — ma è durante lo stadio larvale che diventa pericolosa. I bruchi, lunghi pochi centimetri, sono ricoperti da una fitta peluria urticante, invisibile a occhio nudo ma altamente tossica.

Il nome deriva dal comportamento tipico: si muovono in fila indiana, formando vere e proprie “processioni” lungo il terreno. È proprio in questa fase, quando scendono dagli alberi per interrarsi, che aumentano i rischi di contatto.

I nidi, facilmente riconoscibili, appaiono come bozzoli bianchi simili a ragnatele tra i rami di pini e querce.

Dove si trova e perché è sempre più diffusa

Originaria di Eurasia e Nord Africa, la processionaria è oggi diffusa in gran parte d’Italia. Predilige:

Secondo studi entomologici e ambientali, la sua espansione è favorita dal cambiamento climatico, che ne anticipa il ciclo vitale e ne amplia l’area di diffusione.

Non è solo un problema sanitario: l’insetto è anche dannoso per gli alberi, che vengono defogliati dalle larve.

I rischi per l’uomo e gli animali

Il vero pericolo sono i peli urticanti, che si disperdono facilmente nell’aria, anche solo per effetto del vento.

A contatto con la pelle o le mucose provocano:

Nei casi più gravi, soprattutto in soggetti sensibili:

Per i cani il rischio è ancora maggiore. Attratti dal movimento dei bruchi, possono annusarli o ingerirli. Le conseguenze possono essere drammatiche:

Nei casi più gravi si può arrivare a perdita di porzioni della lingua o a esiti fatali se non si interviene rapidamente.

Come prevenire il contatto

La prevenzione è fondamentale, soprattutto nei mesi primaverili.

Le raccomandazioni principali:

Attenzione anche ai tronchi: i bruchi possono scendere e mimetizzarsi lungo la corteccia. In caso di avvistamento, è importante segnalare la presenza alle autorità locali, che possono intervenire con operazioni di rimozione o disinfestazione.

Cosa fare in caso di contatto

Se il cane entra in contatto con una processionaria, il tempo è un fattore decisivo. Le prime azioni da compiere:

  1. Allontanare subito l’animale dalla zona
  2. Evitare il contatto diretto (usare guanti)
  3. Lavare abbondantemente la parte colpita, soprattutto la bocca, con acqua
  4. Impedire al cane di ingerire l’acqua contaminata

Subito dopo:

Gli esperti sconsigliano il “fai da te”: anche farmaci come il cortisone devono essere utilizzati solo su indicazione veterinaria.

Un rischio da non sottovalutare

La processionaria è oggi uno dei pericoli stagionali più insidiosi per chi frequenta ambienti naturali. La sua diffusione crescente e la comparsa sempre più anticipata impongono attenzione e informazione.

Per chi ha un cane, in particolare, la primavera non è solo la stagione delle passeggiate all’aperto, ma anche quella della massima vigilanza.

Perché basta un attimo — un’annusata, un contatto — per trasformare una giornata all’aria aperta in un’emergenza veterinaria.

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