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 Riconosciuto per la prima volta il “danno animale”: risarcite la gatta Athéna e la coniglietta Maddy

 

Per la prima volta in modo esplicito, un tribunale francese ha riconosciuto il “danno animale” (préjudice animalier), attribuendo un risarcimento economico non solo al proprietario, ma direttamente alle vittime a quattro zampe. Protagoniste del caso sono la gatta Athéna e la coniglietta nana Maddy, al centro di una vicenda di maltrattamento che ha scosso l’opinione pubblica d’Oltralpe.

Il tribunale di polizia di Saint-Étienne, nella Loira, ha giudicato colpevole la loro proprietaria per aver abbandonato i due animali per oltre dieci giorni in un appartamento, in condizioni igieniche gravissime e senza cibo né acqua. A mettere in moto i soccorsi sono state le segnalazioni dei vicini, insospettiti dai miagolii e dal forte odore proveniente dall’abitazione. Sul posto è intervenuta la SPA di Lione, che ha trovato Athéna e Maddy allo stremo, disidratate e denutrite, ma ancora vive.

Costituitasi parte civile, la SPA ha chiesto che venisse riconosciuto il pregiudizio subito dagli animali stessi. Il giudice ha accolto questa impostazione, valutando a 400 euro il danno per ciascun animale, per un totale di 800 euro da versare all’associazione. Una somma simbolica, ma di grande portata giuridica: la decisione riconosce infatti che il trauma, fisico e psicologico, è stato patito direttamente dagli animali, considerati non più soltanto come beni di proprietà, ma come vere e proprie vittime.

Oltre al risarcimento, la proprietaria è stata condannata al pagamento di altre multe legate ai reati di maltrattamento e abbandono. La sentenza si inserisce in una tendenza ormai consolidata del diritto francese, che da anni ha smesso di qualificare gli animali come semplici oggetti, riconoscendone la sensibilità e la capacità di soffrire.

Giuristi e associazioni animaliste vedono nella decisione di Saint-Étienne una tappa importante: un precedente che potrebbe consolidare il concetto di “danno animale” anche in altri procedimenti, e ispirare evoluzioni simili in altri Paesi europei. Il principio è chiaro: quando un animale viene maltrattato, non c’è solo un danno patrimoniale o morale al proprietario, ma un pregiudizio proprio dell’animale, che la giustizia può e deve riconoscere.

La storia di Athéna e Maddy, però, non si chiude nelle aule giudiziarie. Dopo le cure ricevute dalla SPA, entrambe sono state affidate a una nuova famiglia, che le ha accolte e se ne prende cura. Da simboli di abbandono e violenza, sono diventate il volto di una nuova consapevolezza: gli animali non sono cose, ma esseri viventi che provano paura, dolore e affetto, e il diritto, sempre più, è chiamato a tenerne conto.

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