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San Rocco, perché è il protettore dei cani?

Il 16 agosto si celebra San Rocco, uno dei santi più venerati dalla tradizione cristiana e conosciuto anche come protettore dei cani. Ma da dove nasce questo legame? Ogni anno, il 16 agosto, si celebra la festa di San Rocco, santo particolarmente venerato fin dal Medioevo e invocato soprattutto come protettore contro la peste e le epidemie. Ma San Rocco è anche il santo patrono dei cani, un legame nato da un episodio della sua vita tramandato dalla tradizione. Secondo la leggenda, dopo aver contratto la peste durante il suo viaggio in Italia, Rocco si sarebbe ritirato in una grotta per non contagiare altre persone. Rimasto solo e gravemente malato, sarebbe stato salvato proprio da un cane.

L’animale, appartenente secondo la tradizione a un ricco signore della zona, avrebbe iniziato ogni giorno a sottrarre del pane dalla tavola del padrone per portarlo al santo. Grazie a quel gesto di fedeltà e alla successiva scoperta del rifugio da parte del padrone del cane, Rocco avrebbe potuto ricevere le cure necessarie e riprendersi dalla malattia. Da qui nasce la rappresentazione iconografica di San Rocco accompagnato dal suo inseparabile cane, spesso raffigurato con un pezzo di pane in bocca.

Nel corso dei secoli, il cane di San Rocco è stato rappresentato in modi diversi e, in alcune opere d’arte, accanto al santo compaiono cani riconducibili a razze da caccia come Setter inglesi, Segugi e Pointer. Il rapporto tra San Rocco e il cane è quindi diventato simbolo di fedeltà, protezione e devozione, caratteristiche che hanno contribuito a rendere il santo una figura particolarmente amata dagli appassionati e dai proprietari di cani.

Ancora oggi, in occasione del 16 agosto, in diverse località italiane vengono organizzate celebrazioni, benedizioni e iniziative dedicate agli animali in onore di San Rocco, il santo che, secondo la tradizione, deve proprio a un cane una parte della sua salvezza.

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