Nuotare accanto a uno squalo, riprendersi, pubblicare. È la sequenza al centro di un dibattito che la BBC ha riacceso ricostruendo una serie di incontri ravvicinati finiti male e poi diventati virali: secondo l’emittente britannica sono almeno tre, in meno di un anno, i creator morsi da uno squalo. Le tre vicende, però, non sono sovrapponibili.
I tre casi
Il 9 gennaio, a Fernando de Noronha, l’avvocata brasiliana Tayane Dalazen, 36 anni, è stata morsa a una coscia da uno squalo nutrice mentre faceva snorkeling – la BBC descrive l’esemplare come lungo oltre due metri. Se l’è cavata con due punti di sutura e ha pubblicato lei stessa il video, diventato virale; ha precisato di non essere entrata in acqua per produrre contenuti e ha poi dichiarato all’emittente di avere scoperto in seguito che gli organizzatori dell’escursione alimentavano gli squali per farli avvicinare ai turisti. A luglio il neozelandese Henry Gibbs, creator del settore pesca, è stato morso alle Figi da uno squalo grigio di barriera mentre praticava pesca subacquea: la scena è stata registrata dalla sua videocamera, ma non si era immerso per filmare l’animale. Ha subito quattro interventi e un innesto cutaneo. A novembre una turista cinese di 26 anni era stata morsa a un polso da uno squalo nutrice durante un’immersione alle Maldive.