Nel suo primo racconto pubblico dopo la scarcerazione da Rebibbia, Gianni Alemanno ha descritto il carcere come un luogo segnato da profonde contraddizioni, arrivando ad affermare che «la maggior parte dei detenuti sono tutti di destra». Una dichiarazione destinata a far discutere, rilasciata in un’intervista al Corriere della Sera.
L’ex sindaco di Roma ha parlato di una «grande empatia» nata all’interno dell’istituto, spiegando che tra i detenuti si sarebbero creati «rapporti umani molto significativi». Proprio da questa esperienza, sostiene, deriverebbe la sua impressione sulla collocazione politica prevalente dei reclusi, che definisce «strano ma è così».
Alemanno ha inserito questa considerazione in un quadro più ampio di critica al sistema penitenziario italiano, che descrive come «criminogeno» e incapace di rieducare, parlando di carcere come «università del crimine» e sottolineando come la presenza dietro le sbarre sia spesso «un fatto di fortuna» legato alle disfunzioni della giustizia.
Le sue parole riaprono il dibattito non solo sulle condizioni delle carceri, ma anche sulla rappresentazione politica e sociale del mondo detenuto, e arrivano da una voce che rivendica di aver conosciuto quel sistema “dall’interno” per un anno e mezzo. Un tema da sempre di sinistra, che adesso sembra particolarmente a cuore alla destra destra.
Ieri sera, Alemanno ha avuto i riflettori addosso per il suo schieramento con il generale Roberto Vannacci con cui ha cenato e sembra in piena sintonia.
Cronaca di una cena che va ben oltre la commensalità
Una preghiera, il segno della croce e un brindisi tutti in piedi calici in mano: “A noi!”. Si apre col grido fascista la cena della ‘cosa nera’ in un ristorante sulla via Flaminia. Sul lato corto del tavolo Roberto Vannacci e Gianni Alemanno Intorno a loro una ventina di commensali, tra cui alcuni deputati di Futuro Nazionale: Sasso, Ziello, Furgiuele, Pozzolo. Vestono quasi tutti una camicia o una maglia bianca e il menù prevede piatti della cucina sarda, protagonista il porceddu. Mentre arrivano gli antipasti gli invitati chiacchierano e scherzano tra loro, di mira viene preso il ministro degli Esteri soprannominato “Al Tajani” tra le risate di tutti.
di Redazione AltovicentinOnline