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La ‘vacanza performance’ è il nuovo stress dei ragazzi italiani

Dovrebbe essere il momento dell’anno dedicato al recupero, alla disconnessione e al benessere. Ma per molti italiani, e in particolare per le nuove generazioni, la vacanza rischia di trasformarsi in una nuova fonte di stress: da pianificare, vivere al meglio, raccontare e confrontare. È il fenomeno della ‘vacanza-performance’ che emerge dalla ricerca realizzata, tra il 7 e l’8 luglio, da YouGov per Doctolib Italia su un campione rappresentativo di oltre 1.000 uomini e donne over 18. Il dato più sorprendente riguarda proprio i giovani: sono quelli che vanno più spesso in vacanza ma anche quelli che sembrano riuscire meno a recuperare energie. Il 90% degli italiani tra i 18 e i 34 anni dichiara infatti di prendere ferie estive, contro il 72% degli over 55. Tuttavia, al ritorno dalle vacanze, solo il 39% dei giovani afferma di sentirsi più riposato sia fisicamente sia mentalmente, contro il 61% degli over 55. Un paradosso che si accompagna ad un altro dato significativo: il 45% dei 18-34enni dichiara di aver vissuto un episodio di malessere nei primi giorni di vacanza legato probabilmente allo stress accumulato nei mesi precedenti o al brusco cambio di ritmo e abitudini. Tra gli over 55 la percentuale scende al 20%.

QUANDO ANCHE IL TEMPO LIBERO DIVENTA UNA PRESTAZIONE

A pesare sul modo nel quale i giovani vivono le ferie è anche il ruolo dei social media. Il 70% dei 18-34enni dichiara di sentirsi influenzato dai social rispetto alle proprie vacanze, in senso positivo, negativo o in entrambe le direzioni. Una percentuale più che doppia rispetto agli over 55 (32%). La vacanza diventa così un’esperienza da costruire anche attraverso lo sguardo degli altri: scegliere la meta giusta, vivere esperienze considerate “imperdibili”, condividere momenti significativi e confrontarsi con immagini di vacanze apparentemente perfette. “Per molti italiani, a cominciare dai giovani, la vacanza sta progressivamente perdendo la sua funzione rigenerante, trasformandosi in un’ulteriore fonte di stress organizzativo ed emotivo”, commenta Angela Persico, psicologa clinica e specialista in mindfulness attiva sulla piattaforma di sanità digitale Doctolib.it.

LO STRESS INIZIA PRIMA DELLA PARTENZA E CONTINUA ANCHE IN FERIE

Il fenomeno, però, non riguarda solo i giovani. La ricerca mostra, infatti, che per quasi un italiano su due (47,1%) l’organizzazione della vacanza è già fonte di stress prima della partenza. Il principale motivo di preoccupazione è il budget (38%), seguito dall’organizzazione del viaggio e degli spostamenti (17,9%) e dalla difficoltà di conciliare lavoro e tempo libero (14,7%). Per sostenere i costi delle vacanze, il 43,6% degli italiani dichiara inoltre di dover fare compromessi economici durante l’anno e le principali rinunce riguardano: acquisti personali come abbigliamento o prodotti tecnologici (64,7%); ristoranti e tempo libero (61%); attività sportive o di benessere (19,1%); visite mediche o controlli non urgenti (14,5%). Anche quando iniziano le ferie, il lavoro continua spesso ad essere presente: il 69,8% degli italiani controlla e-mail o messaggi di lavoro ogni giorno o quando necessario, mentre il 21,5% dichiara di non riuscire mai a disconnettersi completamente e il 36% ha bisogno di almeno 2 giorni per smettere di pensarci.

QUANDO IL CORPO PRESENTA IL CONTO

La difficoltà a fermarsi davvero può avere conseguenze anche sul benessere fisico. Il 30,8% degli italiani dichiara di essersi ammalato nei primi giorni di vacanza a causa dello stress accumulato nelle settimane o nei mesi precedenti o per l’improvviso cambiamento di ritmi e abitudini. “Questo fenomeno, noto come ‘Leisure Sickness Syndrome’, mostra come il corpo possa manifestare la fatica accumulata proprio nel momento nel quale finalmente ci fermiamo- spiega Persico- L’organismo interpreta questo cambiamento come un segnale per spegnere il sistema di allarme e può permettersi di manifestare tutta la stanchezza accumulata e i sintomi che erano stati tenuti a bada dalla tensione quotidiana emergono: mal di testa, dolori muscolari, spossatezza, sino a veri attacchi influenzali”.

OLTRE LE FERIE: L’IMPORTANZA DEL RECUPERO QUOTIDIANO

Secondo la psicologa di Doctolib.it, il problema non riguarda solo il periodo delle ferie, ma il modo nel quale oggi viene vissuta la pausa. “La vera sfida non è riuscire a staccare in vacanza, ma imparare a fermarsi anche quando si è al lavoro– conclude Angela Persico- Invece di concentrare tutte le aspettative di rigenerazione in poche settimane estive, sarebbe più utile distribuire nel corso dell’anno micro-pause di recupero: un weekend per staccare davvero, una giornata senza schermi, un’ora al giorno dedicata a se stessi”.

ITALIANI E STRESS IN VACANZA: I NUMERI CHIAVE DELLA RICERCA

1) IL PARADOSSO DEI GIOVANI: PIÙ VACANZE, MENO RECUPERO
Prendi ferie estive?
18-34 anni: 90%;
Over 55: 72%.

Come torni dalle vacanze?
Più riposati fisicamente e mentalmente:
18-34 anni: 39%;
Over 55: 61%.

2) LA VACANZA CHE FA AMMALARE
Ti è mai capitato di ammalarti nei primi giorni di vacanza?
Per stress accumulato o cambio improvviso di ritmo:
Totale italiani: 30,8%;
18-34 anni: 45%;
Over 55: 20%.

3) SOCIAL E PRESSIONE DELLA VACANZA PERFETTA
Quanto incidono i social sul modo in cui vivi le vacanze?
Influenzati dai social:
Totale italiani: 47,4%;
18-34 anni: 70%;
Over 55: 32%.

4) STRESS GIÀ PRIMA DI PARTIRE
Quanto ti senti stressato nell’organizzare l’estate?
Stressati: 47,1%;
Principali preoccupazioni:
Budget: 38%;
Organizzazione viaggio: 17,9%;
Conciliare lavoro e ferie: 14,7%.

5) IL LAVORO NON VA IN VACANZA
Controlli email o messaggi di lavoro durante le ferie?
Ogni giorno: 31,6%;
Solo se necessario: 38,3%;
Chi non riesce mai a disconnettersi: 21,5%.

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