Decade il divieto di retromarcia al casello autostradale: a sancirlo è il nuovo Codice della strada, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre e trasmesso al Consiglio di Stato e alle commissioni parlamentari il giorno successivo. A cambiare è, per l’esattezza, l’articolo 54 del Codice. Al punto 8 si legge: “La retromarcia è vietata: sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli e sulle corsie per la sosta di emergenza delle autostrade e delle strade extraurbane principali, fatta eccezione per le manovre necessarie nelle aree di servizio o di parcheggio e nelle piste delle stazioni per l’esazione del pedaggio, in caso di avaria delle barriere o di altri dispositivi”.
È proprio in quest’ultima frase che si racchiude il significato della novità, l’unica eccezione per cui sarà possibile fare retromarcia al casello: quando ci sarà un guasto alle barriere o ad altri dispositivi del ‘gabbiotto’, ad esempio se non si riesce a pagare il pedaggio.
Tutt’oggi (la riforma non è ancora entrata in vigore), anche in caso di avaria del casello è stato vietato fare marcia indietro. Pena una multa di 430 euro (che scendono a 301 se pagata entro 5 giorni) e la decurtazione di ben 10 punti dalla patente, la quota più alta resa possibile dalla legge in caso di un’unica violazione per un conducente ‘regolare’.
Ma attenzione, come già detto la norma entrerà ufficialmente in vigore solo quando il nuovo codice sarà definitivamente approvato, non prima della primavera del 2027. Fino ad allora resta valido l’attuale divieto con tutte le sanzioni che comporta.