La scena è sempre la stessa. Si ordina con leggerezza, magari una bella Fiorentina “al chilo”. Si cena con gusto. Poi arriva il conto — e l’entusiasmo si raffredda. Il prezzo è molto più alto di quanto si immaginasse. Non perché il costo al chilo fosse nascosto. Ma perché nessuno ha detto quanto pesasse davvero quella bistecca.
Il problema non è la formula “al chilo”, che è perfettamente legittima. Il problema è l’opacità.
«Il prezzo al chilo è un’indicazione corretta, ma non sempre sufficiente», spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori sulle pagine de Il Corriere della Sera. «Se vedo solo il prezzo al chilo, non so quanto pagherò davvero. Perché non so quanto pesa il prodotto che mi verrà servito».
Ed è qui che nasce la frustrazione del cliente. Perché una Fiorentina da 1,2 chili a 70 o 80 euro al chilo non è la stessa cosa di una da 800 grammi. La differenza può incidere per decine di euro. E scoprirlo solo a fine cena è un’esperienza che lascia l’amaro in bocca, anche quando la carne era ottima.
La correttezza — quella vera — richiederebbe un passo in più. «Il ristoratore dovrebbe dire: questa bistecca pesa circa un chilo», osserva Dona. Alcuni lo fanno. Altri mostrano il taglio prima della cottura. In pochi indicano grammature precise o propongono la pesatura su richiesta. È questa la prassi che andrebbe normalizzata.
Perché il cliente non chiede privilegi, ma chiarezza. Vuole sapere quanto spenderà prima di impegnarsi in un ordine. Vuole poter “fare due conti” senza dover indovinare.
E invece troppo spesso si gioca sull’ambiguità. Si indica un prezzo invitante al chilo, si omette il peso reale, si lascia che la suggestione del momento faccia il resto. Poi, quando arriva lo scontrino, si scarica la responsabilità sul cliente: “Il prezzo era scritto”. Sì, ma incompleto. La legge non impone di pesare ogni singola portata davanti al commensale. Ma se un cliente chiede di assistere alla pesatura, soprattutto per carni di valore, ha diritto a farlo. Non è un atto di sfiducia: è tutela.
Il punto è semplice: la trasparenza non dovrebbe essere un favore, ma uno standard. Dire quanto pesa una Fiorentina non è un dettaglio tecnico, è rispetto. Perché il conto finale non può essere una sorpresa da colpo di scena. Mangiare bene è un piacere. Sentirsi raggirati no.
di Redazione AltovicentinOnline